Anche a Milano c'è il Cupolone

15 maggio 2014 ore 11:26, Micaela Del Monte
Anche a Milano c'è il Cupolone
La cupola degli appalti sull'Expo di Milano esiste.
A confermarlo è stato direttamente Enrico Maltauro, l'imprenditore vicentino arrestato nei giorni scorsi, durante l'interrogatorio reso ai pm Claudio Gittardi e Antonio D'Alessio è durato nove ore. "C'era un sistema basato sulle tangenti e io per poter lavorare mi adeguavo e pagavo", ha detto l'interrogato. Maltauro ha confermato pienamente l'impianto accusatorio ed è stato ritenuto "utile per il consolidamento" dell'inchiesta. L'ammontare delle tangenti che la "cupola" avrebbe chiesto all'imprenditore in relazione ad appalti per l'Expo e per Sogin sarebbe di un milione e 200 mila euro, di cui la metà già versati. Ha parlato di come ha vinto, o ha tentato di vincere alcuni degli appalti Expo (Sogin, Vie d’acqua, Architetture di servizi), ovvero versando tangenti in contati e affidando false consulenze, dei 600mila versati appunto per la gara per Architetture di servizi (ristorazione, servizi igienici, spazi commerciali, servizi ai visitatori, servizi ai partecipanti, sicurezza, logistica, magazzini e locali tecnici) e degli inserimenti grazie alla “cupola” di commissari di gara di fiducia. E poi anche di come Antonio Rognoni (ex dg di Infrastrutture Lombarde arrestato il 20 marzo e riarrestato giovedì) gli aveva raccontato informazioni segrete sull’appalto per la Città della Salute. Così Maltauro ha dichiarato di aver vissuto una esperienza analoga a quella di Mani pulite, quando collaborò quasi subito con i magistrati dopo essere stato arrestato e aiutò i pubblici ministeri a ricostruire le loro ipotesi di accusa. Quanto a Cattozzo, ritenuto il presunto "corriere" delle tangenti per appalti Expo, Sogin e nella sanità lombarda, i legali si sono limitati a dire "sta chiarendo" e che nei post-it che gli sono stati trovati durante l'arresto ha segnato la contabilità delle mazzette...  
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