Lombardia, la moda della medicina di genere e la Costituzione dimenticata

15 marzo 2017 ore 13:43, intelligo
L'idea è realtà grazie a un'iniziativa regionale sulla parità a Milano con 'Salute e genere: il valore della differenza', il progetto che rientra nell'ambito dell'iniziativa regionale 'Progettare la parità in Lombardia 2016. Anche i camici bianchi vanno ri-educati al 'valore della differenza' fra lui e lei, come se prima di oggi non
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avvenisse. Peccato che la salute è di tutti ed è un diritto già garantito dalla Costituzione, che all'articolo 32 cita: "La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana". C'è tutto in questo articolo, e c'è anche di più, si parla di indigenti i veri emarginati che oggi, tra tagli e code infinite per una visita, rischiano davvero di perdere il proprio diritto. Chi ci dice, con un linguaggio corretto, dove sta finendo questo VERO diritto, quello alle cure? Ma si sa, in tempi dove non conta tanto cosa si fa, ma come si parla, arriva con tutte le buone intenzioni, un nuovo corso "su misura di genere". 
Lombardia, la moda della medicina di genere e la Costituzione dimenticata
Ma tornando al nostro tempo e al nostro tema, nonostante le garanzie costituzionali, esiste il progetto dell'Osservatorio nazionale sulla salute della donna (Onda), realizzato in collaborazione con 7 tra Asst (aziende socio-sanitarie territoriali) e ospedali del territorio regionale, che mira proprio alla formazione di medici e operatori psico-socio-sanitari sul tema in questione. E ben venga. Obiettivo: prevenzione e diagnosi precoce. Saranno organizzati un corso di formazione online accreditato Ecm, attivo dal 19 marzo sul sito www.aretre.com/saluteegenere, un corso residenziale presso le Asst
L'intento è quello di migliorare la cultura del rispetto verso le donne, le pari opportunità in tema di salute, come fa meglio capire la presidente di Onda, Francesca Merzagora: "La formazione dei medici e delle operatrici e operatori psico-socio-sanitari coinvolti nel progetto sulla medicina di genere permetterà di contribuire a migliorare la presa in carico delle donne e a costruire un linguaggio comune tra gli operatori". 
Linguaggio comune. Possiamo dirlo, ormai un ritornello noioso. Anche i giornalisti nei loro corsi di formazione vengono educati a saper parlare, educati alla parità di genere che può significare anche non usare il termine Delitto passionale, che pure appare nel codice penale! No. Non si fa, non si dice. E chi se ne frega se il giudice basandosi sull'attuale normativa, dovrebbe dar retta al giornalista che usa queste espressioni "orribili", l'importante è che sia ben chiaro quale pensiero sia giusto e quale sbagliato (nel caso del termine delitto passionale, anche al di là della legge, oltre la legge). E ora anche la medicina deve fare i conti col nuovo corso delle verità più verità? 
"Essere uomo o donna è importante dal punto di vista della salute, poiché i fattori di rischio, la prevalenza e l'incidenza, l'insorgenza, l'espressione clinica, la storia naturale e l'approccio terapeutico a una determinata patologia possono variare sensibilmente a seconda del sesso e del genere" ci ricorda la presidente Merzagora. Ma se ci troviamo di fronte non a un professionista che c'è bisogno di spiegarglielo? Altro problema in effetti è se si è davanti a un uomo mal cresciuto che però la società (neanche nei casi estremi) è mai riuscita a "controllare". E se si riesce a "controllare" ma non siamo in presenza di un reato beh, allora dobbiamo cambiare le leggi e avere il coraggio di farlo, come i codici deontologici e il giuramento di Ippocrate che cita: “di perseguire la difesa della vita”, “di rispettare i colleghi anche in caso di contrasto di opinioni” e “di rispettare e facilitare il diritto alla libera scelta del medico”."
Anni e anni di conquiste per la libertà e poi i nuovi vestali del politicamente e culturalmente corretto si sono messi a dirci cosa dire e fare o no? 
Questa vuole essere solo una riflessione culturale, qui non si parla di reati o di questioni già ampiamente tutelate sui codici, ma di uniformità dei linguaggi, e può diventare un nuovo ordine globale. 
autore / intelligo
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