No a tatuaggi da zingari, creste da moicano: calciatori state poco Allegri

15 ottobre 2013 ore 12:23, intelligo
di Micaela Del Monte.
No a tatuaggi da zingari, creste da moicano: calciatori state poco Allegri
Basta ai tatuaggi da zingari con soggetti di ogni tipo, dalle stelline ai baci, da Maradona all'esoterismo. Stop a creste moicane e tinte strane in testa. Niente piercing, alcool o sigarette: arriva il codice etico di Massimiliano Allegri. Ed ecco che l'allenatore del Milan si trasforma in educatore. Intervenuto al 15esimo congresso nazionale Aiom (associazione italiana di oncologia medica) come testimonial di “Non fare autogol, gioca d’attacco contro il cancro”, Allegri ha lanciato un appello ai suoi giocatori, in particolare ai più giovani: “I giocatori di calcio sono degli esempi pubblici. I ragazzini li vedono in televisione, osservano i loro comportamenti e quindi i calciatori devono capire che hanno addosso molte responsabilità. Magari eccessive rispetto all’età, perché anche loro sono giovani, ma le cose stanno così e quindi devono comportarsi di conseguenza, dando il buon esempio".  È per questo che Allegri ha attaccato chi nello spogliatoio rossonero esagera sempre un po' troppo. Atteggiamenti e look eccessivi sono le esasperazioni imputate dall'allenatore rossonero: “Per i ragazzini i giocatori sono degli idoli, per questo devono dare il buon esempio, niente orecchini, creste, sigarette. Nessuno è santo, questo è chiaro, ma io ho avuto la fortuna di non fumare mai, di non bene superalcolici. Quando vedo qualche mio giocatore fumare gli dico immediatamente di smettere, mentre per l’alimentazione siamo una categoria fortunata perché siamo seguiti sempre da medici ed esperti. Per quanto riguarda il sesso, invece, è giusto farlo, ma usando le protezioni”. Una frecciatina ovviamente indirizzata a Balotelli ed El Shaarawy, ma non solo. Chi per i capelli colorati tagliati in modo strano e poco ortodosso, chi perché beccato più volte a fumare o a fare baldoria (sempre in modo eccessivo), chi, invece, discute un giorno sì e l'altro pure con colleghi, giornalisti e arbitri o chi appare sulle copertine patinate più frequentemente che sul rettangolo verde. Altro che codice etico prandelliano, quelli di Allegri sembrano essere più consigli da genitore. Finalmente arriva chi, prima di pensare al pallone, pensa al futuro dei giovani, almeno dal punto di vista morale della loro crescita ed educazione. Speriamo soltanto che Allegri non faccia come Prandelli e riesca ad imporre le sue regole, senza fare preferenze. Ed ecco che l'allenatore del Milan si trasforma in educatore. Intervenuto al 15esimo congresso nazionale Aiom (associazione italiana di oncologia medica) come testimonial di “Non fare autogol, gioca d’attacco contro il cancro”, Allegri ha lanciato un appello ai suoi giocatori, in particolare ai più giovani: “I giocatori di calcio sono degli esempi pubblici. I ragazzini li vedono in televisione, osservano i loro comportamenti e quindi i calciatori devono capire che hanno addosso molte responsabilità. Magari eccessive rispetto all’età, perché anche loro sono giovani, ma le cose stanno così e quindi devono comportarsi di conseguenza, dando il buon esempio".  È per questo che Allegri ha attaccato chi nello spogliatoio rossonero esagera sempre un po' troppo. Atteggiamenti e look eccessivi sono le esagerazioni imputate dall'allenatore rossonero: “Per i ragazzini i giocatori sono degli idoli, per questo devono dare il buon esempio, niente orecchini, creste, sigarette. Nessuno è santo, questo è chiaro, ma io ho avuto la fortuna di non fumare mai, di non bene superalcolici. Quando vedo qualche mio giocatore fumare gli dico immediatamente di smettere, mentre per l’alimentazione siamo una categoria fortunata perché siamo seguiti sempre da medici ed esperti. Per quanto riguarda il sesso, invece, è giusto farlo, ma usando le protezioni”. Una frecciatina ovviamente indirizzata a Balotelli ed El Shaarawy, ma non solo. Chi per i capelli colorati tagliati in modo strano e poco ortodosso, chi perché beccato più volte a fumare o a fare baldoria (sempre in modo eccessivo), chi, invece, discute un giorno sì e l'altro pure con colleghi, giornalisti e arbitri o chi appare sulle copertine patinate più frequentemente che sul rettangolo verde. Altro che codice etico prandelliano, quelli di Allegri sembrano essere più consigli da genitore. Finalmente arriva chi, prima di pensare al pallone, pensa al futuro dei giovani, almeno dal punto di vista morale della loro crescita e dell'educazione. Speriamo soltanto che Allegri non faccia come Prandelli e riesca ad imporre le sue regole senza fare preferenze.
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