Milano per i papà separati. Arrivano i fondi

16 aprile 2014 ore 11:39, Micaela Del Monte
Milano per i papà separati. Arrivano i fondi
Arrivano i fondi per i papà separati.
Per accedere ai finanziamenti basteranno 5 anni di residenza in Lombardia. È questa la proposta di legge avanzata in Regione per sostenere i genitori separati: il provvedimento è stato presentato dalla Lista Maroni e in queste settimane è in discussione alla commissione Sanità. Ma c'è già chi è pronto a non votare la proposta nel caso in cui non vengano date dettagliate rassicurazioni circa i destinatari dei fondi. L'accordo tra Lega, Forza Italia e Ncd sembra sempre più difficile e gli esponenti ciellini sono pronti ad un vero e proprio boicottaggio: solo coppie etero precedentemente sposate, con l’esclusione sia delle coppie di fatto sia delle famiglie arcobaleno, oppure non se ne fa nulla. La proposta prevede l’erogazione di un contributo economico per 18 mesi a quei genitori che si sono separati da non più di tre anni, l’accesso facilitato alle graduatorie delle case popolari per chi ha dovuto lasciare la casa familiare e il potenziamento della mediazione nei consultori. Una proposta molto cara al Carroccio ma che trova non poche difficoltà anche a causa del probabile nome del progetto. Inizialmente il provvedimento doveva intitolarsi “Norme a tutela dei genitori separati e/o divorziati e dei loro figli”. La Lista Maroni ha però presentato un emendamento per sostituire il termine “genitori” con quello di “coniuge”. Un escamotage nato per escludere le coppie di fatto. Che, secondo dice Stefano Carugo (Nuovo centrodestra), "però potrebbe aprire a quelle omo, dopo la sentenza di Grosseto che ha dato il via libera alla trascrizione in Italia del matrimonio contratto all’estero da due omosessuali non possiamo permetterlo: già i fondi sono pochi, cerchiamo di mirarli alla famiglia tradizionale". La discussione sul provvedimento è stata rimandata alla prossima settimana, in attesa di rimarca riunione di maggioranza. E mentre il relatore del progetto, il maroniano Antonio Saggese, ha rimarcato che "non si devono fare polemiche politiche, ma sostenere quei padri costretti, dopo la separazione, a vivere in auto", mentre il pd Marco Carra si oppone al no ai conviventi: "Si deve pensare a tutte le situazioni di difficoltà, senza discriminare tra figli di genitori sposati o nati all’interno di coppie di fatto". E a rincarare la dose ci pensa il Movimento 5 Stelle con Paola Macchi: "Il 40 per cento dei minori cresce in una coppia di fatto, non si possono generare indegne discriminazioni fra genitori di serie A e genitori di serie B".
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