Passerelle e sesso: finto agente adescava modelle "fragili". In manette per stupro

16 febbraio 2016 ore 11:07, Lucia Bigozzi
Il trucco non è nuovo e di questi tempi è quanto mai diffuso da parte di gente senza scrupoli. Il lavoro che manca, il lavoro da trovare, talvolta diventa una facile “chiave” da usare per approfittarsi delle persone e mettere in moto disegni perversi e illegali. E’ accaduto a Milano e la “chiave” in questo caso è la “classica” agenzia pronta a lanciare modelle nel mondo del lusso e da lì in quello dello spettacolo. Peccato che era tutto falso come falsi purtroppo si rivelano gli annunci che girano sulla rete relativi a casting per programmi tv, serate in disco o fantomatiche passerelle. Stavolta a millantare di essere il titolare di una agenzia di modelle disponibile a offrire alle vittime di turno una opportunità di lavoro è stato un 43enne italiano. In pratica, secondo quando ricostruito dagli inquirenti, le finte opportunità di lavoro erano subordinate a prestazioni sessuali. Diciamo che il sesso era il vero motivo dell’aggancio, “venduto” come occasione di guadagno e crescita professionale. Ma in tutta questa brutta storia c’è un elemento aggravante: secondo gli inquirenti, l’uomo adescava donne dalla personalità fragile e con scarsa capacità di difendersi e reagire. 

Passerelle e sesso: finto agente adescava modelle 'fragili'. In manette per stupro
Una volta carpita la fiducia delle vittime, invece di condurle nel sedicente studio dell’agenzia, le portava in luoghi abbandonati per poi mettere in pratica le violenze. Gli agenti del commissariato di Monza lo hanno arrestato in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare in carcere col reato di violenza sessuale. Secondo i poliziotti, l’uomo agiva da tempo ma è stato possibile risalire a lui, dopo la denuncia presentata da una donna che ha dichiarato di essere stata violentata a Sesto San Giovanni, un comune dell’hinterland milanese. Gli accertamenti hanno consentito di riscontrare delle importanti analogie con un episodio del 2014 consumato sempre nello stesso comune alla periferia del capoluogo milanese, e per il quale il Commissariato di Monza aveva svolto un’attività d’indagine, identificandone l’autore risultato poi irreperibile.

Insomma una catena di falsi agenti per modelle, falsi produttori cinematografici, falsi promotori di immagine è lunghissima e dal punto di vista cronologico non si contano gli episodi accaduti negli ultimi anni. Come quello risalente al 2014 di un fotografo che adescava donne con la scusa di offrire loro un book spacciato per ‘lasciapassare’ nel mondo della moda, in realtà le avvicinava per stuprarle. 

autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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