Parigi, Cremonini criticato: un appello e "perché sabato sono salito sul palco"

16 novembre 2015 ore 10:10, Andrea De Angelis
Parigi, Cremonini criticato: un appello e 'perché sabato sono salito sul palco'
Ci sono scelte che devono essere fatte nel giro di anni ed altre che invece richiedono tempestività perché le ore per decidere sono poche. Niente di importante, diranno in molti, se stiamo parlando di musica e divertimento. Non proprio però se in gioco c'è la dignità di un'artista che ha il coraggio di scegliere e poi, soprattutto, spiegare il motivo della sua decisione.  
Adesso "più che mai" la libertà "va difesa". Reduce da due sold out al Forum di Assago di Milano, dove non si è risparmiato, Cesare Cremonini affida a Facebook un messaggio di speranza e di amore a tutti i suoi fans, giovani e meno giovani, dopo gli attentati di Parigi. E parla di "libertà" che "adesso più che mai che va difesa. Praticandola".

"Andate con lo stesso sorriso di prima ai concerti, ascoltate la musica, riempite i teatri, i cinema, le biblioteche, le università, gli stadi, le piazze, i bar e le strade, le discoteche e i ristoranti e i negozi e i centri sociali e le spiagge e i prati e le montagne e le terrazze e salite sugli aerei, sulle navi e sui treni e sognate liberamente", scrive Cremonini sul suo profilo. "Tutto questo non è altro che libertà se messa al servizio del cuore. C'è chi non può più farlo battere ora, e da qualche parte lassù lo vorrebbe ancora!! Grazie per queste notti uniche Milano. Il mio cuore era proprio lì".

C'è chi lo ha criticato per essere salito sul palco sabato sera, il giorno dopo gli attentanti di Parigi. L'artista spiega cosa ha provato nelle 24 ore precedenti, da quando è finito il concerto di venerdì ed è stato informato dei fatti alla sera dopo, quando era previsto il secondo. Venerdì notte "sono sceso dal palco e immediatamente mi hanno informato sui fatti terribili di Parigi. Il mio, di cuore, si è spento in un istante. Ho cercato di prendere sonno ma nella mente avevo le immagini trasmesse dalle televisioni di tutto il mondo per questa tragedia senza senso alcuno".
Il cantante ammette quindi di essersi interrogato sull'opportunità di salire nuovamente sul palco e di averlo fatto perché "siamo testimoni e portatori di vita. Non rinuncio a questo perché non cado nella trappola. È una responsabilità che si prende giorno per giorno questa, nonostante tutto. Servirebbe il silenzio, lo so, ne avrei bisogno anche io, per tenere e ordinare dentro il dolore che umilia ogni cosa, anche le più belle. Ma il silenzio oggi diventerà musica, la più grande testimone di esistenza. Di unione. Di vita".
caricamento in corso...
caricamento in corso...