Freccia rossa Milano-Roma. Moretti controlla personalmente i suoi treni e Librandi "controlla il controllore"

17 aprile 2013 ore 12:00, Marta Moriconi
Freccia rossa Milano-Roma. Moretti controlla personalmente i suoi treni e Librandi 'controlla il controllore'
Milano. Martedì mattina. Si appresta a salire su un Freccia Rossa di Trenitalia, un imprenditore di quelli che si sono messi in gioco scendendo in politica: Gianfranco Librandi (Scelta Civica).
Ma camminando l’occhio cade sulla banchina dove di solito i viaggiatori corrono per salire sul mezzo. All’altezza della prima classe lo spettacolo è indecoroso. L’immagine del Paese ne esce svilita. Librandi  avverte subito un forte disagio di fronte a questa scena: capita di sfiorare una sorta di cassetta di ferro con accanto immondizia di vario genere, in parte raccolta in sacchetti della spazzatura. Per terra è tutto lurido. Appiccicoso. E in Sala Freccia si presenta un’occasione ghiotta: l’Ad di Fs Mauro Moretti è lì che controlla. Ammirevole. Lo fa in  prima persona. E’ tra i passeggeri che attendono di salire in treno, e poi sale proprio in carrozza. Librandi gli racconta la sua sorpresa per quello che ha visto e Moretti, coraggiosamente, dice di essere lì proprio per raccogliere impressioni, consigli e controllare personalmente cosa funziona o meno. Quando si dice che la concorrenza fa bene, Italo docet. A questo punto, “provocato” a parlare, avverte Moretti anche di un bagno non funzionante. Poi l’illuminazione. Librandi, che sta studiando come combattere privilegi anacronistici e poco rispettosi dei tempi, ha una proposta in seno da fargli. Un uomo così, in campo e di azione, può diventare il primo eroe etico, ossia il primo che si auto-diminuisce lo stipendio tra quelli che il compenso ce lo hanno davvero d’oro. E, considerato l’attivarsi di Moretti su e giù per la stazione e per il treno, chissà che non colga anche questa occasione per dimostrare il suo attivismo e la sua attenzione alla cittadinanza.    
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