Sanità lombarda nel ciclone giustizia: tangenti "odontoiatriche" fanno scattare le manette

17 febbraio 2016 ore 10:41, Americo Mascarucci
Sanità lombarda nel ciclone giustizia: tangenti 'odontoiatriche' fanno scattare le manette
Chi si aspettava un Salvini furioso pronto a sparare alzo zero contro i magistrati che hanno arrestato il presidente della commissione Sanità della Regione Lombardia Fabio Rizzi, ripetendo il copione andato in scena domenica scorsa in occasione del congresso del Carroccio in Piemonte in difesa degli amministratori leghisti liguri coinvolti nell'inchiesta "rimborsopoli" probabilmente sarà rimasto deluso. 
Salvini non soltanto non ha difeso Rizzi, che a scopo cautelativo è stato sospeso dalla Lega, ma è sembrato addirittura scaricarlo pur lasciando trasparire il sospetto che l’inchiesta possa avere pure un remoto carattere politico-elettorale (non sia mai che poi Rizzi risultasse estraneo alle accuse). 
"Esco ora dal Parlamento Europeo e leggo degli arresti in Lombardia. Prima riflessione: chi sbaglia davvero, non merita la Lega" - scrive a sua volta su Facebook il segretario federale della Lega Nord  che poi prosegue: "Seconda riflessione: spero che le accuse si rivelino una bufala. Terza riflessione: spero che alcuni magistrati non siano in campagna elettorale, è accaduto già  troppe volte. Quarta riflessione: sono sicuro che l'eventuale errore di pochi non danneggi il lavoro delle migliaia di persone che ogni giorno mandano avanti benissimo gli ospedali in Lombardia. Quinta riflessione: sono orgoglioso - conclude - di essere il Segretario della Lega". 
Anche il Governatore lombardo Roberto Maroni è sembrato prendere più le distanze da quello che è considerato il suo braccio destro piuttosto che difenderlo. "Il primo sentimento - ha detto - è di stupore e grande delusione. Ma sono anche incazzato, molto incazzato per quello che è successo, ferma restando la presunzione di innocenza e la fiducia nella magistratura, perché - ha spiegato - il lavoro che stiamo facendo per garantire efficienza viene infangato". Maroni ha poi annunciato la costituzione di una  "commissione ispettiva per un piano straordinario sulla corretta applicazione delle procedure, ospedale per ospedale, gara per gara".

Intanto emergono nuovi dettagli sull'inchiesta “Smile” che ha portato all'arresto di 21 persone, fra cui Rizzi. 
L’inchiesta ruoterebbe intorno all'imprenditrice Paola Canegrati a capo di una galassia di aziende, che negli ultimi 15 anni, secondo l’ipotesi investigativa, si sarebbe aggiudicata quasi tutte le gare ospedaliere per le cure odontoiatriche in Lombardia. Secondo gli inquirenti sarebbe direttamente lei  a "scrivere" i tariffari delle prestazioni odontoiatriche lombarde e sarebbe sempre lei la grande tessitrice delle alleanze politiche nella Regione Lombardia con il presidente della Commissione Salute della Regione Fabio Rizzi.
L’accusa più grave a carico dell’ex braccio destro di Maroni sarebbe quella di aver percepito una presunta  tangente da 50 mila euro, attraverso consulenze fittizie affidate alle compagne di Rizzi e del suo più stretto collaboratore Valentino  Longo. Il Gip  Emanuela Corbetta, ipotizza l’esistenza di un vero e proprio "sistema Canegrati"  basato su "rapporti confidenziali, amicizie, corruzioni e forte sostegno della politica all'esterno". 
Il tutto secondo l'accusa "per mettere le mani sui servizi privatizzati delle cure odontoiatriche . Un modo di agire — aggiunge il Gip — che ha determinato uno spazio di manovra privo di alcun limite, idoneo a lasciare il cittadino privo di qualsiasi tutela". 
Tutte accuse ovviamente che dovranno essere dimostrate ma che metterebbero chiaramente in crisi quel "modello Lonbardia"più volte evocato come esempio di buona sanità.

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