Di Stefano (Cpi): "In piazza con Salvini contro immigrazione e Ue. Ma CasaPound resta CasaPound"

17 ottobre 2014 ore 11:05, Adriano Scianca
Di Stefano (Cpi): 'In piazza con Salvini contro immigrazione e Ue. Ma CasaPound resta CasaPound'
CasaPound Italia scende in piazza con la Lega Nord, nella manifestazione contro l'immigrazione in programma domani a Milano: è la nascita di un'alleanza nuova? "Per ora è solo un dialogo", spiega il vicepresidente di Cpi, Simone Di Stefano, che aggiunge: "Con Salvini ci sono battaglie in comune: contro l'Ue, contro l'immigrazione, per un'alleanza con la Russia. Ma attenzione: Cpi resta Cpi. La vita di partito non fa per noi..." Di Stefano, CasaPound Italia in piazza con la Lega. Borghezio ha detto che “questa può essere la data di nascita di quella grande Lega con spazi geografici e politici molto più ampi”. È davvero così? «Salvini ha espresso parole chiare e ha manifestato la volontà di espandere la Lega al centro sud. Quando lo vediamo in televisione a dire “noi italiani non siamo secondi a nessuno” non possiamo non condividere. È un'opportunità fondamentale per chiunque si situa fuori dal centrodestra, in vista di un possibile soggetto elettorale simile al Front national francese». Cpi e la Lega: si tratta di una alleanza, di una confluenza o di cos'altro? «Con la Lega è in corso un dialogo. C'è una volontà di lavorare insieme. Peraltro abbiamo molto apprezzato il fatto che Salvini, alle domande insistenti e tendenziose su CasaPound, abbia sempre tenuto botta con coraggio. Poi CasaPound resta CasaPound e sarà in piazza con i suoi simboli. Cpi resta un movimento concentrato sull'azione, non ci piace molto la vita di partito». Quali sono i temi in comune? «C'è un nemico comune, che è Bruxelles. C'è la battaglia contro l'immigrazione, ma anche contro l'altra invasione straniera, quella degli stati esteri che conquistano i nostri asset strategici». E su cosa, invece, rimane una certa distanza? «Nella Lega esistono ancora settori più legati all'idea del secessionismo o a un odio per l'Italia intesa come nazione. È ovvio che noi non potremo mai sostenere, per esempio, l'indipendenza del Veneto. Ma credo che tutti, anche nella Lega, sappiano che quelle pulsioni derivano da una pressione fiscale folle che però ha la sua origine nella Ue e che quindi in una Italia sovrana come lo stesso Salvini auspica né i veneti né i calabresi avrebbero alcun interesse ad andarsene». Il segretario della Lega è stato ricevuto con tutti gli onori in Russia... «La politica estera è un altro punto in comune. Anche noi crediamo che la Russia sia un partner commerciale fondamentale per una Italia sovrana. Noi non siamo “Putin-maniaci”, come altri, sulla questione ucraina abbiamo espresso una visione di sintesi che comprendesse anche le legittime aspirazioni della gioventù ucraina a vivere in una nazione sovrana e indipendente dalle ingerenze di est e ovest. Ma siamo anche contrari alle sanzioni a Mosca e crediamo che un riavvicinamento fra Italia e Russia sia fondamentale».
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