Riesumazione choc, scambio di salme: prega per 16 anni sulla tomba sbagliata

17 ottobre 2016 ore 11:58, Micaela Del Monte
Per sedici anni ha portato i fiori e pregato sulla tomba sbagliata. È quanto accaduto a Milano, al Cimitero Maggiore, dove la figlia del defunto, durante la riesumazione prevista dal Comune, si è accorta che la salma all'interno della tomba non poteva essere quella padre, poiché i resti, seppur poco riconoscibili, erano senz'altro di una donna. L'incredibile vicenda è raccontata dal "Corriere della sera". A permettere alla figlia del defunto, V.L., scomparso nel 2000 per un male incurabile, di accorgersi dello scambio di persona è stata la riesumazione della salma avvenuta lo scorso 13 ottobre. La donna e il marito sono partiti da Pisa per assistere all'operazione, certi di dover magari versare qualche lacrima nel ritrovarsi di fronte ai resti mortali del loro caro. 

Riesumazione choc, scambio di salme: prega per 16 anni sulla tomba sbagliata
"Ho capito che non poteva essere papà
- rivela la figlia in un'intervista al Corriere della Sera - Ho notato, tra l’altro, che c’erano dei capelli, lunghi, e mio padre era calvo quando è morto. L’ho segnalato agli operatori del cimitero e mi è stato risposto che c’era anche la targhetta con il nome, e che quindi non si poteva trattare di un’altra persona. In effetti, la targhetta era lì e c’era scritto nome e cognome di mio padre. Ma subito dopo ci siamo accorti che c’era una calza lunga, che è stata sfilata dal femore. A quel punto abbiamo bloccato tutto".

A quel punto i familiari hanno chiesto spiegazioni agli operatori cimiteriali. Questi, nonostante la targhetta con il nome del defunto fosse giusta, non hanno potuto fare altro che ammettere lo scambio. Nel tentativo di risolvere subito il disguido, hanno mostrato ai parenti il contenuto di un'altra riesumazione avvenuta poco prima, ma i familiari non hanno potuto e voluto effettuare il riconoscimento in assenza di certezze: "Facciano la prova del dna – chiede la figlia, che ha intanto incaricato del caso un legale e presentato denuncia -: Non voglio cremare e portare a casa mia i resti di qualcuno che potrebbe essere uno sconosciuto".

Adesso del caso se ne interesserà l'assessorato dei Servizi al cittadino, guidato da Roberta Cocco, che ha già chiesto una relazione al suo direttore generale. La spiegazione più plausibile è che si sia trattato di uno scambio di targhette con la riesumazione avvenuta poco prima, ma un particolare rende tutto più complicato: quei resti sono stati riconosciuti da altre persone. E allora, in questa vicenda già di per sé incredibile, alla figlia del defunto è sorto un dubbio atroce: che già 16 anni fa abbia seguito i funerali di uno sconosciuto, pensando che fosse suo padre.
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