Lombardia, dal Pirellone altolà all’abolizione delle Province

18 settembre 2013 ore 13:47, intelligo
Lombardia, dal Pirellone altolà all’abolizione delle Province
di Liutprando. Il Consiglio della Regione Lombardia approva una mozione in difesa delle Province
. La maggioranza chiede alla giunta e al governatore Maroni “di prendere una posizione forte nei confronti del governo riguardo alla riforma delle autonomie locali e, più nello specifico delle Province, perchè l’utilità di un organo istituzionale intermedio che si occupi delle cosiddette questioni di 'area vasta' è indubbia”. Si chiede inoltre che siano le Regioni, in autonomia, a decidere il modello con il quale vogliono organizzare il proprio territorio”. La mozione sottolinea che la Lombardia ha10 milioni di abitanti e oltre 1500 Comuni, pertanto, è necessario preservare un livello intermedio di governo che renda gestibile il sistema dei servizi sul territorio. Nel documento si evidenzia che le “Province gestiscono 125 mila chilometri di strade extraurbane, 5mila edifici scolastici con 120 mila classi frequentate da 2 milioni e 500 mila allievi e 850 centri per l'impiego” e che l'abolizione delle province “comporterebbe un aumento di spesa pubblica pari il 25% in più, con un passaggio del personale (56 mila unità”) alle Regioni o dal trasferimento di competenza di area vasta ai comuni”. Senza contare poi ciò che la soppressione delle Province provocherebbe ai bilanci di Regioni e Comuni, già oggi gravati dalle difficili condizioni di sostenibilità del loro patto di stabilità.  Pd e Patto civico avevano chiesto di scorporare la votazione sulle diverse parti della mozione e di riportare la discussione nella Commissione competente, ma di fronte alla risposta negativa, si sono poi espressi contro. “Il tema della rimodulazione dei poteri - ha spiegato Umberto Ambrosoli (Patto civico) – non richiede una mozione contraddittoria, ma un confronto ampio e autorevole. Per parte nostra, abbiamo riflessioni e proposte da condividere. Auspichiamo quindi che l'Assemblea regionale voglia al più presto rendersi partecipe del riordino dei livelli intermedi, operando in tal senso nella Commissione per le Autonomie locali e affrontando la materia con spirito istitutivo e migliorativo”. Per Movimento 5 Stelle, ha motivato l’astensione Eugenio Casalino: “A livello nazionale siamo per l'abolizione delle province , questo compromesso del Governo, che va a creare enti di secondo livello, non ci soddisfa. Affrontare poi l'organizzazione del territorio regione per regione creerebbe solo confusione. Il Governo si decida e la smetta di prendere in giro i cittadini”. A nostro parere è giusto che le decisioni sul tema dell’abolizione delle Province siano prerogativa delle Regioni, infatti ognuna di esse ha delle peculiarità diverse : a partire dal numero degli abitanti fino ad arrivare alla morfologia del territorio, passando per in numero di Enti già presenti in esse (comunità montane, ecc) ; ma il faro che dovrebbe illuminare la discussione in ognuna di esse dovrebbe essere la convenienza o meno per gli abitanti, e dagli studi effettuati finora, ultimo fra gli altri quello dell'Università Bocconi di Milano, traspare che per i contribuenti la loro soppressione non comporterebbe alcun risparmio di spesa pubblica ma esattamente il contrario.
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