Arexpo, Palazzo Chigi nel post-Expo: come cambia la governance e quanto ci costa

19 febbraio 2016 ore 11:24, Lucia Bigozzi
Dentro Palazzo Chigi, ma niente commissario ad hoc per il dopo-Expo. Il come su ruoli, modalità, e riorganizzazione societaria è stato definito: il governo entra nel capitale della società che gestisce i terreni dove è sorta la cittadella dell’Expo 2015 (Arexpo). Intesa siglata a Roma nel vertice presieduto dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti, insieme al ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina, il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, il sindaco di Milano Giuliano Pisapia, il capo di Gabinetto del Ministero dell'Economia Roberto Garofoli, il consigliere economico del presidente del Consiglio Marco Simoni e dirigenti dei diversi livelli istituzionali. Un vertice dunque ad ampio spettro tra tutti i soggetti coinvolti in ciò che dovrà essere il dopo-Expo. L’intesa c’è stata e l’ingresso del governo è considerato come una sorta di “garanzia” per la gestione e utilizzo dell’area fieristica che adesso è in cerca di un nuovo “ruolo” in una Milano che sta vivendo un momento magico, anche grazie all’effetto Expo. 

Arexpo, Palazzo Chigi nel post-Expo: come cambia la governance e quanto ci costa
Commenti positivi, a cominciare da quello del sindaco Giuliano Pisapia: “Abbiamo trovato la quadra su tutti i punti e sulle questioni politiche ancora aperte. Il 29 febbraio c'è l'assemblea di Area Expo e contiamo entro quella data di avere la nuova governance”. Non solo ma il primo cittadino il cui mandato amministrativo scadrà tra pochi mesi ha spiegato che il governo dovrebbe entrare nella società “al 40 per cento”, dunque acquisendo una maggioranza relativa, “e comunque per una quota inferiore al 50 per cento”. Tradotto in numeri, il governo dovrebbe metterci 50 milioni che più o meno dovrebbero corrispondere al 40 per cento del totale. Venticinque sono i milioni che singolarmente garantiranno Comune e Regione, mentre all’incirca il 10 per cento andrà alla Fondazione Fiera. Quote decisamente minori, sono quelle che saranno ripartite tra Comune di Rho e Città metropolitana. Nel nuovo riassetto societario, il consiglio di amministrazione si allarga passando da tre a cinque membri. E le nomine? Il presidente sarà indicato dal Comune e in pole position pare esserci il rettore del Politecnico Giovanni Azzone, mentre l’amministratore delegato sarà Giuseppe Bonomi, indicato dalla Regione. Tramontata, invece, l’idea di un commissario ad hoc per gestire la fase del dopo Expo. 
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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