Tra i tassisti milanesi e il Comune è guerra

19 maggio 2014 ore 15:38, Micaela Del Monte
Tra i tassisti milanesi e il Comune è guerra
Milano è ancora in balia dei tassisti in rivolta.
Non accenna a placarsi la protesta contro Uber, l'applicazione per smartphone che permette di noleggiare un auto con conducente semplicemente con con un click. Questo pomeriggio oltre 300 tassisti hanno organizzato un presidio ai giardini pubblici Indro Montanelli, dove era prevista la presentazione di un nuovo servizio della società Uber (Uber-Pop) al Wired Next Fest, il festival dell'innovazione organizzato in questi giorni dal mensile edito da Condè Nast. Sono arrivati con striscioni di protesta anche contro il Comune di Milano e hanno lanciato petardi di fronte al palco dove avrebbe dovuto tenersi la presentazione. A presidiare la zona la polizia in tenuta anti-sommossa. La general manager di Uber Italia, Benedetta Arese Lucini, è stata colpita da delle uova quando ha cercato di prendere la parola.
Tra i tassisti milanesi e il Comune è guerra
Al dibattito erano stati invitati anche l'assessore alla Mobilità del Comune, Pierfrancesco Maran e un tassista, Giovanni Maggiolo, rappresentante del sindacato Unica Filt Cgil. Dopo alcuni minuti di confronto fra gli organizzatori e i tassisti la presentazione è stata sospesa. Il Comune di Milano "deve chiudere immediatamente l' applicazione di noleggio con conducente Uber, altrimenti nei prossimi giorni potremmo decidere di attuare dei fermi del servizio - ha spiegato il portavoce del Comitato tassisti milanesi, Cosimo Tartaglia - Uber lavora contro la legge quadro 21 del 1992 che stabilisce in modo chiaro ruolo e caratteristiche di tassisti e di servizio noleggio con conducente".  Dal palco è arrivata la replica di Maran che ha chiarito: "Il Comune non può chiudere applicazioni, serve un meccanismo per regolare e capire chi rispetta o meno le regole. L' amministrazione - ha aggiunto tra i fischi e le urla dei guidatori che gli davano del "buffone" - darà sanzioni come ha sempre fatto ai singoli conducenti". La protesta dei taxi è continuata alla stazione Centrale di Milano dove è stato attuato un altro presidio. Una parte dei tassisti ha sospeso il servizio e ha deciso di caricare solo anziani, donne incinte, portatori di handicap. Altri invece hanno proseguito normalmente il lavoro caricando e scaricando clienti di fronte alla stazione Centrale. 
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