Non solo la Terra dei fuochi. L'ecomafia al Nord "prende terreno"

19 ottobre 2015, intelligo
Non solo la Terra dei fuochi. L'ecomafia al Nord 'prende terreno'
Lombardia (primo posto per le indagini sulla corruzione)  per e Liguria (primo posto per i crimini contro l'ambiente) sono le terre più esposte. Ebbene sì, non c'è solo La Terra dei Fuochi da salvare. 

Legambiente ha pubblicato i dati che proverebbero come l'ecomafia anche al Nord abbia io bell'affare. Si parla di 5608 reati accertati e di più di 1400 sequestri, 6000 denunce e 30 arresti.  Precisamente, nelle regioni del Nord, 1432 sono stati i sequestri e 6152 le denunce (tanto per dire che i numeri vanno

I dati, presentati a Torino nel corso del convegno "Ecomafie al Nord. Conoscere i sintomi per creare anticorpi", durante Fa' la cosa giusta!, sono stati così commentati da Laura Biffi dell’Osservatorio Ambiente e legalità di Legambiente: "Che gli appalti, specie nel ciclo del cemento, e il perverso rapporto voti-favori con la politica locale fossero diventati il core business delle famiglie mafiose in Lombardia, in Piemonte, in Emilia Romagna era noto. Solo che, a Torino come a Milano, mancavano ancora le indagini e le sentenze. Oggi invece è chiarissimo che i centri commerciali che consumavano suolo agricolo e periurbano nei primi anni '80 fossero operazioni immobiliari che coinvolgevano le imprese della mafia, criminalità organizzata ben inserita nella ricca economia della Pianura Padana attraverso un radicato sistema di relazioni pericolose tra politica e boss a base di corruzione, appalti truccati e speculazioni edilizie”. 

Cosa significa in termini pratici? +7 miliardi di euro rispetto all'anno precedente, in totale 22 miliardi, con 4,3 miliardi di euro nel settore agroalimentare. 

Tav e Terzo Valico in questa faccenda giocano un ruolo per Legambiente "circa la possibilità d’infiltrazione della ‘ndrangheta. Le mafie infatti si muovono nella cosiddetta “zona grigia”, quella dell’illegalità legalizzata. Lo testimonia ad esempio il numero contenuto di abusi edilizi in regioni come il Piemonte o la Lombardia e al tempo stesso le tantissime case costruite dove non si dovrebbe, con modifiche ad hoc ai piani regolatori. Senza dimenticare che nel Nord si concentrano gli appalti più economicamente appetibili".

Quali misure allora? Enrico Fontana della Segreteria nazionale di Legambiente spiega che "c’è bisogno dell’applicazione della legge sugli ecoreati, ma anche di un complessivo cambio di passo: la buona politica e un sistema di controlli efficace sono il miglior antidoto per debellare le ecomafie, ecco perché auspichiamo che nei prossimi mesi sia varata la legge di riforma del sistema delle agenzie ambientali, ancora ferma in Parlamento, e si metta mano alla Legge Obiettivo e alla nuova regolamentazione degli appalti”.

Dove si nasconde il pericolo: nelle grandi opere. Occorre l'approvazione della Delega Appalti che cancella la Legge Obiettivo, "provvedimento nato - spiegano in Legambiente -per far ripartire la costruzione delle opere pubbliche in Italia dopo Tangentopoli e per fermare i veti da parte di Enti Locali e ambientalisti, che ha portato invece a investimenti sbagliati, deregulation dei procedimenti autorizzativi, lievitazione dei costi e ritardi nei lavori".

(m.m.)
 
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