In arrivo la prima Moschea a Milano? Ma per l'Expo...

02 aprile 2014 ore 14:30, Micaela Del Monte
In arrivo la prima Moschea a Milano? Ma per l'Expo...
Palazzo Marino potrebbe mettere a bando un’area pubblica per la costruzione della prima Moschea a Milano.
Il Caim, coordinamento delle associazioni islamiche, ha proposto l’edificazione di un grande luogo di culto sull’area del Palasharp e non è escluso che possa essere quella l’area da mettere a bando. Nel frattempo però, in vista dell'Expo 2015, si pensa ad una Moschea provvisoria visto che i tempi di costruzione non dovrebbero essere immediati. "Escludo che si riesca a costruire una moschea entro il 2015. Certo, per quella data bisognerà comunque trovare un luogo di culto dignitoso. Per questo si potrebbe parlare anche di una soluzione provvisoria, solo per la durata di Expo", ha spiegato Pierfrancesco Majorino, assessore alle Politiche sociali. Sulla moschea da costruire, Majorino ha poi spiegato: "Siamo stati sempre disponibili, ma ad alcune condizioni ben precise. Il Comune non ci mette un euro. Dovranno essere luoghi aperti alla città e trasparenti. Devono restituire qualcosa a Milano in termini di azioni pubbliche, biblioteche, interventi sociali". Per questo l'area del Palasharp sarebbe adatta alla costruzione di un edificio di due piani che ospiterebbe, oltre al luogo di culto, una biblioteca, un ristorante e un centro culturale. Al di là di queste due strade per arrivare nel futuro a un grande centro di cultura islamica, esistono però luoghi di preghiera già diffusi nei quartieri, allestiti in magazzini, uffici o scantinati. L’obiettivo della "regolarizzazione" di queste realtà resta primario per il Comune, come ha ribadito il vicesindaco Ada Lucia De Cesaris.  Questo tema è stato affrontato in particolare da Asfa Mahmoud, presidente della Casa della cultura islamica di via Padova 144, che ha spiegato: "Una sola moschea non risponde alle necessità delle comunità sul territorio. In via Padova preghiamo in tre turni perché gli spazi non sono sufficienti. Abbiamo bisogno di più luoghi di culto, dignitosi e diffusi in città". Ma i costi? Il Comune vorrebbe evitare di pagare la demolizione del Palasharp prime e della ricostruzione poi, quindi si parla anche della prospettiva di una moschea sostenuta dalle rappresentanze consolari di Giordania e Marocco e in questo caso sarebbe stato già individuato uno spazio privato da acquistare e ristrutturare in zona viale Certosa.
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