Via le slot machine: le 'larghe intese' sbarcano anche a Milano

02 maggio 2013 ore 10:55, intelligo
Via le slot machine: le 'larghe intese' sbarcano anche a Milano
di Matteo Abagnale Sbarca il modello “larghe intese” anche al Pirellone. Roberto Maroni, presidente della Regione Lombardia, annuncia il giro di vite sulle slot. Palazzo Marino è pronto a collaborare. Il Consiglio Regionale ha intenzione di prendere seri provvedimenti per tutelare i propri cittadini già prostrati dalla crisi, soprattutto alla luce di quanto emerso dalle indagini a margine dei tragici avvenimenti accaduti davanti a Palazzo Chigi la scorsa domenica. In particolare, in merito al disturbo da ludopatia, che avrebbe contribuito a complicare il quadro psicologico/economico, di cui avrebbe sofferto l’aggressore Luigi Preiti. C’è anche un aspetto legato ai costi sanitari che non deve essere sottovalutato: se da un lato il gioco d’azzardo permette allo stato ingenti guadagni, dall’altro le regioni si trovano nella spiacevole condizione di dover spendere i soldi per curare i giocatori e sostenere le loro famiglie. L’anno scorso, nella sola città di Milano, la spesa stimata è stata di circa 4,7 miliardi di euro e si contavano 98 esercizi tra sale scommesse e lotterie, con un aumento del 24,1% rispetto ai dodici mesi precedenti (erano 79) nonostante la sferzante crisi economica. Il dato cresce da 131 a 156 sedi d’impresa (+19,1%) considerando anche la provincia. È una crescita nettamente superiore rispetto alla media nazionale che è del 9,6%. Al fine di aggirare la competenza statale in materia di gioco d’azzardo, la Regione sarebbe decisa a concedere considerevoli sgravi agli esercenti che rinunceranno ai guadagni derivanti dalle “macchinette”. Paola Vinciguerra, presidente dell'associazione europea disturbi da attacchi di panico (Eurodap) sostiene che: “I malati di gioco d'azzardo aumentano con la crisi economica, per una sorta di ricerca di riscatto e speranza attraverso il gioco, ma la cura per loro arriva troppo tardi, inoltre, il 54% degli italiani ha giocato almeno una o più volte ai giochi d'azzardo. Di questi l' 1,5% ha sviluppato una vera e propria patologia legata al gioco. Vuol dire che in Italia circa mezzo milione di persone ha bisogno di cure appropriate a causa del comportamento ossessivo-compulsivo che ha sviluppato in relazione al gioco d'azzardo dal vivo o online''. In questa stagione di “larghe intese” sembra davvero possibile vedere la luce alla fine del lunghissimo tunnel, la contrapposizione a tutti i costi sembra davvero terminata, lo spettro della paralisi delle istituzioni, l’avanzata dell’anti-politica culminata con il gesto di un folle ha riportato tutti a più miti consigli. Gli italiani, così come i lombardi, sono oramai diffidenti e logorati dalle promesse non mantenute. Si passi dai buoni propositi ai fatti, altrimenti l’effetto boomerang è garantito.        
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