Milano d'eccellenza trapianto di rene adulto e "vivente" a bimbo di 3 anni

02 marzo 2016 ore 14:01, Micaela Del Monte
Un caso rarissimo, ma non l'unico. E' infatti la quinta volta in 15 anni che il rene di un adulto viene "riadattato" per poter essere compatibile con un bambino. Ed è questo quello che è avvenuto al Policlinico di Milano dove una mamma ha donato il proprio rene al figlio di soli 3 anni.

Ad eseguire l'operazione, che ha prelevato un rene dalla madre per darlo al figlio, gli esperti del Policlinico di Milano: oggi il bimbo sta bene, e per lui si prospetta una vita "praticamente normale" Simone (nome di fantasia) vive con i genitori in una città dell'Emilia Romagna ed è nato nel 2012, prematuro. Soffre di displasia renale bilaterale, una malattia cronica dei reni che già dal 2013 lo ha costretto alla dialisi.
 
Milano d'eccellenza trapianto di rene adulto e 'vivente' a bimbo di 3 anni
A seguire il caso è Giovanni Montini, direttore della Nefrologia Pediatrica del Policlinico: c'è bisogno di un rene nuovo, "ma la lista d'attesa per un trapianto da cadavere è lunga - racconta - perché la disponibilità di donatori deceduti di età pediatrica è scarsa". Un donatore vivente e compatibile esiste, ed è la madre: ma il suo rene è grosso per l'addome di un bimbo così piccolo. Inoltre, "fino a poco tempo fa - ha aggiunto Claudio Beretta, che guida l'Unità operativa di Trapianto di rene - la scelta era di non eseguire trapianti da vivente da un genitore al figlio piccolo, perché la discrepanza di dimensioni poteva portare ad un elevato rischio di insuccesso". "Nel nostro ospedale – ha raccontato Beretta – abbiamo iniziato con i trapianti di rene nel maggio del 1969 e questo è il primo caso del genere". In questi 47 anni al Policlinico sono stati effettuati 379 trapianti di rene in bambini, di cui 339 da paziente deceduto e 42 da vivente; 34 sono stati compiuti su bimbi con meno di 4 anni: il caso di Simone, però, è ad oggi l'unico da donatore vivente.

Gli esperti del Policlinico hanno tentato una nuova via: modificare la tecnica di intervento che si usa normalmente per gli adulti per 'adattare' il rene della madre a Simone. L'intervento è avvenuto il 13 gennaio scorso: ora il piccolo sta bene ed è già tornato a casa con i genitori. "Il rene trapiantato sta funzionando regolarmente - ha concluso Beretta - e non si sono presentati segni di rigetto. Il bimbo dovrà continuare la terapia immunosoppressiva per tutta la vita, e fare qualche attenzione in più al rischio di eventuali infezioni. Ma di fatto lo aspetta una vita praticamente normale, quasi come quella di tutti gli altri bambini".
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