Milano, assessore forzista inneggia al duce, ed è scandalo

02 settembre 2016 ore 16:24, Luca Lippi
Rosa Di Vaia finisce nella bufera per avere postato su Facebook una frase inneggiante Benito Mussolini
La foga è stata trascinata nel contesto di una riflessione relativamente al terremoto del Centro Italia dei giorni scorsi, dimenticando o considerando superficialmente il fatto che un assessore è un personaggio pubblico e soprattutto rappresenta le Istituzioni.
Rosa Di Vaia è assessore alla cultura del Municipio 5 di Milano (Vigentino, Porta Ticinese, Gratosoglio, Chiaravalle), eletta nel 2016 con Forza Italia.
La frase incriminata riporta testualmente “Nel 1930 il Duce fece costruire quasi 4 mila case e ne riparò più di 5 mila (terremoto del Vulture), in soli tre mesi. Un vero Patriota: Viva il Duce!”. La frase è stata poi successivamente cancellata, probabilmente richiamata all’ordine ovvero semplicemente ravvedutasi.
La frase in realtà non sarebbe neanche la sua, gira sui social da diversi giorni, ma un conto è che la scriva una persona seguita da parenti e amici e comunque non un personaggio pubblico, altro conto che la medesima frase sia resa pubblica da un rappresentante delle Istituzioni.

Milano, assessore forzista inneggia al duce, ed è scandalo

L'interessata, ha cercato di difendersi spiegando di essere stata fraintesa: "Voleva essere un paragone su come alcune cose fossero gestite meglio di oggi anche in tempi bui per la nostra Democrazia, ma l'inesperienza nel campo della comunicazione mi ha fatto prestare poca attenzione a come e cosa pubblicavo. Non era mia intenzione inneggiare al Duce, bensì ai lavori fatti a regola d'arte", ha scritto Di Vaia.
Ebbene sì, di nuovo sui social ha ritenuto adeguato difendersi l’assessore Di Vaia, probabilmente (oltre la gaffe) è proprio lo strumento (i social) che troppo spesso viene scambiato per un organo di informazione mentre in realtà è solo “un muro” su cui tutti possono scrivere tutto e il contrario di tutto, meno chi (essendo parte del sistema istituzionale) quando deve o vuole comunicare qualcosa di importante è bene lo faccia nelle modalità e nei luoghi preposti, magari avvalendosi della collaborazione di un portavoce o di un addetto Stampa.
Ovviamente, e non poteva essere altrimenti, il Partito democratico milanese ha comunque chiesto il passo indietro: "Riteniamo le affermazioni del tutto incompatibili con l'esercizio del suo ruolo istituzionale", ha scritto Pietro Bussolati, segretario metropolitano del Pd, in una nota: "Il presidente del Municipio Alessandro Bramati (centrista di Milano Popolare) dimostri di non essere ostaggio degli estremisti revocando la fiducia all'assessore".

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