Cannabis day, Meluzzi: "Pd e M5S complici dello sballo di massa"

20 aprile 2017 ore 17:26, Americo Mascarucci
A Milano si sta svolgendo il Cannabis day, la giornata dedicata alla cannabis con iniziative informative e semine proibite come quella che ha visto protagonista il radicale Marco Cappato nella piazza antistante il Pirellone, sede della Regione Lombardia. Tante le polemiche. Nei giorni scorsi la consigliera comunale di Forza Italia Silvia Sardone aveva invitato il Comune di Milano a vietare la manifestazione che sembrava configurarsi come un inno alla droga. La risposta del sindaco Giuseppe Sala è stata del tutto contraria. "Anche io sono stato giovane" ha detto il primo cittadino lasciando chiaramente intendere di aver anche lui, in gioventù, fumato gli spinelli. Ma possono le istituzioni pubbliche, i partiti politici, appoggiare una manifestazione che di fatto invita all'illegalità? Coltivare e vendere cannabis è ancora un'attività illecita.
Intelligonews ne ha parlato con lo psicologo Alessandro Meluzzi 

A Milano si festeggia la cannabis nonostante in Italia sia vietata. Una sfida, una forzatura per ottenere la tanto decantata legalizzazione, o desiderio di trasgredire le regole?

"Parlerei di iniziativa che ben si inserisce nella follia collettiva in cui viviamo. L'Italia si trova nel marasma più totale. Fra immigrazione di massa, caos politico, impoverimento produttivo progressivo, ci mancava soltanto il Festival della cannabis. La cannabis ha una funzione fondamentale per inebetire, è un ottimo farmaco per i malati terminali, direi che è perfetto per precedere la sedazione terminale con morfina e altri oppiacei. Spero che gli italiani non si percepiscano come malati terminali. Evidentemente per qualcuno è ciò che serve perché la gente sia più lucida, più razionale, più preoccupata di un flusso migratorio incontrollato, di un impoverimento delle aziende, di imprenditori che falliscono e si uccidono, di criminalità crescente. C'era giusto bisogno della cannabis per poter fronteggiare queste emergenze in uno stato di perfetto inebetimento". 

Il fatto che il Comune di Milano non abbia vietato la manifestazione nonostante le richieste giunte da più parti non può significare una resa delle istituzione ai desiderata della società, alle pulsioni dell'io anche illegali?

"Fa parte di un andazzo. Se per sentirsi trandy, radical, di sinistra, progressisti uno deve fare il sindaco con un cannone nella bocca, si fa tutto. Il problema è culturale. Ormai richiamare il senso di responsabilità del Comune è superfluo, suona poco politicamente corretto, suona talmente come datato e vintage che alla fine possiamo tranquillamente aspettarci il sindaco con la foglia di marijuana sulla maglietta. Quella che manca è la reattività culturale. Non c'è un solo intellettuale che gridi scandalo davanti a tutto questo. Io mi sento di farlo".
Cannabis day, Meluzzi: 'Pd e M5S complici dello sballo di massa'

Anche i partiti politici hanno fatto a gara a sostenere l'iniziativa. Pochi, soprattutto nel centrodestra, hanno alzato la voce come la consigliera Sardone. La politica dunque sposa i desiderata della società invece di dettare le regole? Il mondo si è capovolto? 

"Pd e Movimento 5Stelle sono uniti da queste stupidaggini, e sono i due partiti che si contendono la guida del Governo. Anche un centrodestra diviso che potrebbe essere ancora portatore di certi valori rischia di finire con l'andare a traino di questa ubriacatura collettiva. Grillo e Renzi, i due leader che dovrebbero vincere le elezioni e governare il Paese su questo argomento la pensano alla stessa maniera, sono parte di un'unica strategia di inebetimento generale. Quindi cosa volete aspettarvi dalla politica?".

Alla fine insomma sono tutti parte di un unico grande partito radicale?

"Il Partito Radicale era un partito che conduceva battaglie in controtendenza quando a governare erano personaggi come Andreotti, Craxi, Forlani, Cossiga, quindi c'era la teoria del colpo e del contraccolpo. Qui invece più che al Partito Radicale, che aveva personaggi discutibilissimi come Marco Pannella con il quale ho spesso polemizzato, direi che siamo in presenza di un mefitico e mellifluo brodo primordiale condito con una specie di melassa velenosa alla cannabis"





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