Sala torna a fare il Sindaco a Milano. Autosospensione revocata: "La mia innocenza"

20 dicembre 2016 ore 16:52, Luca Lippi
Attraverso un lungo post su Facebook, Beppe Sala riprende il suo posto a Palazzo Marino. Nei giorni scorsi aveva deciso di autosospendersi dopo la notizia di indagini a suo carico.
Torno a fare il Sindaco, certo della mia innocenza verso un’accusa che non costituisce un condizionamento della mia attività”. Con queste parole, affidate a un lungo post su Facebook, il sindaco di Milano Beppe Sala riprende il suo posto a Palazzo Marino. Nei giorni scorsi aveva deciso di autosospendersi dopo la notizia di indagini a suo carico.
“Le verifiche svolte dai miei legali – ha spiegato Sala – in queste intense giornate hanno chiarito sufficientemente il merito dell’indagine e l’inesistenza di altri capi di imputazione”.
Cosa ha indotto Sala ad autosospendersi
Sala sarebbe tra gli  iscritti sul registro degli indagati nell’inchiesta sull’appalto della ‘Piastra dei servizi di Expo’, cioè l’area su cui sono stati edificati i padiglioni. In particolare, l’accusa per lui è quella di avere contribuito a retrodatare, e quindi falsificare, due verbali per sostituire altrettanti componenti della commissione aggiudicatrice della Piastra che erano risultati ‘incompatibili’.
Nei giorni scorsi, Sala aveva espresso l’intenzione di conoscere nel dettaglio le accuse che gli muove la Procura generale e, proprio per questo, il suo difensore ieri mattina si è presentato in Procura generale per avere delucidazioni. Nel frattempo Sala aveva detto: “Fino al momento in cui non sarà chiarito il quadro accusatorio ritengo di non potere esercitare i miei compiti istituzionali”. 
L’avvocato Salvatore Scuto, legale di Giuseppe Sala, al termine del colloquio di ieri mattina, durato una trentina di minuti, col procuratore generale, Felice Isnardi, titolare dell’indagine, ha detto: È stato un colloquio sereno, come da prassi e proficuo”. 
Il confronto si è svolto nell’ufficio del capo della Procura generale, Roberto Alfonso, ha detto l’avvocato Scuto ai cronisti: “Riferirò al sindaco che prenderà le sue decisioni”. Sala potrebbe chiarire la sua posizione in Consiglio comunale domani o giovedì,  la seduta del Consiglio comunale di ieri infatti è stata rinviata, come hanno deciso i capigruppo che si sono riuniti in un vertice che è durato circa un’ora. Lo ha spiegato alla stampa il capogruppo del Pd in Consiglio comunale Filippo Barberis, al termine della riunione. “Il sindaco si era impegnato a venire in aula a riferire entro questa settimana, ci sono due Consigli convocati mercoledì e giovedì. Quindi è probabile che entro la fine della settimana il sindaco riesca a venire in aula. Abbiamo deciso su richiesta delle opposizioni di rimandare il Consiglio comunale. Un piccolo rinvio ma che ci consente di valutare la disponibilità del sindaco a riferire in aula già mercoledì”. Mercoledì «è la proposta che noi gli facciamo. Lui si era impegnato la settimana scorsa a venire in aula entro questa settimana. Cerchiamo di costruire le condizioni perché tra mercoledì e giovedì al massimo venga a riferire”.

Sala torna a fare il Sindaco a Milano. Autosospensione revocata: 'La mia innocenza'

Alla fine Il sindaco Sala, si è rasserenato, avendo chiara tutta la situazione, ha ritenuto giusto comunicare la sua intenzione di tornare a Palazzo Marino per riprendere le sue funzioni utilizzando Facebook per raggiungere il numero maggiore di persone.
Il contenuto del messaggio di Giuseppe Sala
Cari concittadini, mi sono dovuto assentare per qualche giorno dal lavoro. Lasciate che vi spieghi il perchè.
Nella serata di giovedì scorso ho appreso da numerose fonti giornalistiche, prima in modo confuso e poi in forma più chiara, di essere stato iscritto nel registro degli indagati dalla Procura Generale di Milano, che ha ritenuto di dover ulteriormente indagare su fatti già oggetto di anni di inchieste della Procura della Repubblica e per i quali era stata già formulata richiesta di archiviazione. Fatti che riguardano la più importante gara d'appalto di Expo 2015, quella della cosiddetta "Piastra". Nessuna comunicazione ufficiale mi era stata fatta al riguardo, nessun avviso di garanzia mi era stato notificato, non avevo nessuna informazione in merito alle ipotesi accusatorie.
A fronte di questa situazione, avrei potuto limitarmi a una risposta “normale”, e forse anche un po' scontata, di “fiducia nell'operato della magistratura”. Ma io non credo che le cose si debbano sempre risolvere così. Ho fiducia nella magistratura, certo. Ma non posso negare il mio stupore nell'aver appreso la notizia dalla stampa. Mi direte, non è certo la prima volta. Vero, ciò nondimeno dobbiamo tutti insieme fare uno sforzo per non considerare la cosa "normale". Non lo è se riguarda un cittadino e non lo è se riguarda il Sindaco di Milano, con le responsabilità che porta verso la collettività.
Ho scelto una via diversa, irrituale. Ho deciso di autosospendermi poiché su un punto non si può transigere: un professionista, un uomo d’azienda e, tanto più, un amministratore pubblico hanno nell’integrità morale l’elemento insostituibile della propria credibilità. Ne va della dignità personale e della concreta possibilità di agire nell’esclusivo interesse dei cittadini.
Io non ho alcun motivo di polemizzare con la magistratura, di cui rispetto il lavoro, tanto essenziale nel funzionamento di un sistema democratico. Né ho motivo di lamentarmi per le inchieste che riguardano Expo 2015: lo sforzo di trasparenza che è stato compiuto ha aiutato la credibilità internazionale dell'evento. So di aver agito sempre nell'unico interesse di portare Expo 2015 al successo, con tutte le opere pronte il giorno dell'inaugurazione. Come so perfettamente di non aver mai goduto di nulla che non fosse il mio regolare stipendio e di non aver mai utilizzato i miei poteri per favorire qualcuno.
Le verifiche svolte dai miei legali in queste intense giornate hanno chiarito sufficientemente il merito dell'indagine e l’inesistenza di altri capi di imputazione.
Torno a fare il Sindaco, certo della mia innocenza verso un’accusa che non costituisce un condizionamento della mia attività.
Ho apprezzato la disponibilità della Procura Generale. Vorrei inoltre ringraziare i circa 400 sindaci che hanno firmato l'appello di questi giorni: si tratta non solo di una dimostrazione di stima e di vicinanza nei miei confronti, ma anche di una lucida esposizione delle condizioni necessarie perché un amministratore possa svolgere bene il suo compito a favore dei cittadini. 
Ma vorrei soprattutto dire grazie ai tanti cittadini milanesi (e non solo) che hanno dimostrato di comprendere il mio gesto cogliendone senso e significato.
Milano ha il dovere di condurre la ripresa del nostro Paese anche attraverso la conferma di un modello amministrativo che mette al centro del suo operato trasparenza e legalità.

autore / Luca Lippi
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