Scuola con tablet e sedie girevoli, a Milano arriva la prima aula digitale 3.0

20 gennaio 2016 ore 15:48, Lucia Bigozzi
L’hanno già ribattezzata la scuola del futuro ed è il risultato della collaborazione tra il Comune di Milano e British Telecom. Non esistono banchi e quaderni; ci sono solo sedie ergonomiche girevoli e tablet. E questo vale anche per i bambini di una scuola primaria e i più grandi che frequentano la scuola secondaria di primo grado. Accade a Milano (zona Paolo Sarpi) dove gli studenti potranno fare e vivere un’esperienza didattica altamente innovativa. Si tratta della prima aula digitale 3.0 realizzata presso la scuola di via Giusti 15 che si avvale del supporto operativo di Alascom, secondo quanto previsto dal Piano Nazionale Scuola Digitale, presentato dal Miur nell’ottobre scorso. Il taglio del nastro, stamani alla presenza dell’assessore all’Istruzione Francesco Cappelli e l’amministratore delegato di Bt Italia Gianluca Cimini. “I bambini e i ragazzi dell'Istituto Comprensivo Giusti-D'Assisi sono fortunati perché per primi potranno sperimentare un nuovo modo di studiare e apprendere” ha spiegato Cappelli sottolineando che “la nuova aula digitale recepisce e rende concrete e fruibili le indicazioni del Piano Nazionale Scuola ridisegnando spazi e strumenti, garantendo la qualità dei materiali didattici digitali e promuovendo una produzione collaborativa e condivisa dei contenuti. Gli insegnanti potranno così sperimentare ed avvalersi di modalità di erogazione dei contenuti e di verifica della preparazione degli studenti non solo più rapide e immediate, ma anche più efficaci e svincolate dalla presenza in classe”. 

Scuola con tablet e sedie girevoli, a Milano arriva la prima aula digitale 3.0
COME FUNZIONA. Studenti e docenti si potranno misurare con nuovi modelli didattici, operativi anche sul piano internazionale come ad esempio la Didattica per Scenari, l'Insegnamento Capovolto ('Flipped Classroom') e la tecnologia a supporto dell'Active Learning. Spiegando il ruolo di Bt Italia, Cimini ha evidenziato che l’azienda ha “accettato con entusiasmo la sfida lanciata dal Piano Nazionale Scuola Digitale, che pone le basi per una trasformazione organica della didattica e della relazione educativa in un ambiente 'aumentato dalle migliori soluzioni tecnologiche'. Mi auguro che i giovani, grazie a questi nuovi spazi tecnologici, si trasformino velocemente da consumatori passivi a protagonisti di quella trasformazione tecnologica di cui il nostro paese necessita per un futuro migliore'”. Tra le opportunità offerte ai ragazzi, c’è la possibilità di sviluppare maggiormente le capacità di autovalutazione, di favorire l'inclusione digitale anche per gli studenti con disabilità, di promuovere una cultura aperta all'innovazione e di educare ad un uso sano e corretto di internet. Novità anche dal punto logistico e dell’allestimento dell’aula digitale: i banchi sono sostituiti da sedie mobili e girevoli che permettono agli studenti di passare agevolmente da situazioni di lezione frontale all'apprendimento in gruppi. La lavagna si è trasformata in un grande schermo interattivo (LIM - lavagna interattiva multimediale) e libri e quaderni sono stati quasi del tutto sostituiti dai tablet. Nel suo complesso l'aula 3.0 comprende la copertura Wi-Fi, la dotazione di 30 Tablet PC e un armadio di ricarica, un videoproiettore interattivo HD in 16/9, una lavagna multimediale dotata di applicazione per la produzione, distribuzione e condivisione in aula dei contenuti didattici fino a 35 device, una piattaforma di Content Delivery in ''cloud'' accessibile sia in aula sia dall'esterno attraverso rete Internet, l'accesso performante a Internet attraverso una protezione centralizzata, che garantisce un preciso e puntuale controllo dei profili con firewall e di navigazione, consentendo agli utenti un sicuro e corretto utilizzo in ogni momento della navigazione. Infine un ultimo aspetto, non certo secondario: la realizzazione dell'aula digitale 3.0 è resa possibile dal fatto che la scuola Giusti, come tutti gli edifici scolastici del capoluogo lombardo, è collegata alla rete in fibra ottica del Comune di Milano.

autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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