No alla chiusura della San Giusto

20 giugno 2013 ore 13:58, intelligo
di Liutprando
No alla chiusura della San Giusto
Stop alle eccellenze a Milano. In città ci si sta interrogando, da diversi mesi, sulla decisione impopolare della Giunta arancione in merito alla chiusura della civica scuola primaria per l’educazione e lo sport e alla musica di Via San Giusto. La civica scuola di Via San Giusto rappresenta un’importante risorsa culturale ed educativa per la città di Milano  capace di offrire una proposta educativa brillante, innovativa, modello per future nascite, in cui, accanto al programma scolastico obbligatorio, vengono inserite ore gestite da specialisti, a completamento e funzionali al programma svolto, di musica, educazione psicomotoria, informatica, lingue straniere, fotografia. Le motivazioni addotte dal Comune sarebbero i costi eccessivi per le casse comunali, ma il comitato dei genitori, numeri alla mano, è riuscito a dimostrare che questa tesi risulta essere completamente infondata. Infatti nel bilancio inviato al comitato “Scuola San Giusto” contiene un tale quantitativo di errori e imprecisioni da far pensare alla scelta ideologica e politica più che a quella economica. La lettera a firma dell’Assessore all’educazione ed Istruzione del Comune di Milano Francesco Cappelli, in un dei suoi passaggi fondamentali, recita chiaramente: “La scuola primaria di Via San Giusto rappresenta un unicum: non c’è dubbio che la realtà scolastica dei Vostri bimbi è unica ed irripetibile nella sua organizzazione, nelle risorse messe a disposizione negli ambienti di apprendimenti che offre. Ma è proprio la sua unicità nel panorama delle scuole primarie della zona, come noto statali, e la sua non riproducibilità nel territorio, che propone la problematicità del mantenere in modo operante la scuola nella sua forma organizzativo/strutturale attuale”.  L’assessore Cappelli inoltre ha dichiarato in commissione scuola che in campo educativo «non devono esistere eccellenze» e  non è giusto che solo alcuni bambini della zona godano di una bella esperienza quindi: o tutti o nessuno . Un livellamento verso il basso dell’offerta educativa. Non interessa che sia una primaria in cui tutti i bambini della zona San Siro vogliano andare (ogni anno le domande di iscrizione sono il doppio dei posti disponibili). Dopo varie e svariate manifestazioni contro tale decisione lo scorso 13 giugno l’assessore Cappelli si è recato presso la Scuola San Giusto per incontrare gli insegnanti. Sapendo che il passaggio in blocco allo Stato non è praticabile il nuovo progetto "graduale" proposto da Cappelli rappresenta solamente il trasloco di una scuola statale nello stabile dove la Civica sta chiudendo a esaurimento classi. Infatti l’idea sarebbe quella di unire la Scuola San Giusto al plesso della scuola statale Monte Baldo.. La scuola Monte Baldo aprirà altre 2 sue sezioni presso San Giusto. Se non dovessero esserci iscrizioni sufficienti, allora la scuola Monte Baldo non aprirà le sue classi prime nella sede principale ma in San Giusto. In questo modo, nel giro di 5 anni la scuola Monte Baldo si sarà trasferita interamente in San Giusto, sostituendosi alla Civica che sarà esaurita. A fine ciclo le maestre comunali potranno decidere se rimanere per gestire i laboratori oppure se tornare  alle materne. Di tale progetto non è stato presentato alcunché di scritto o di ufficiale, non si è certi che questo sia attuabile né che  sia conosciuto e minimamente condiviso da insegnanti e genitori di Monte Baldo.  Di certo però, il progetto non è condiviso da bimbi, genitori e insegnanti di San Giusto, perché ciò segnerebbe definitivamente la chiusura della Scuola, eccellenza della Milano. Siamo alle solite. Purtroppo l’ amministrazione Comunale milanese, per ragioni esclusivamente politiche vuole uniformare alle ,pur validissime, scuole statali  un’offerta differente e preferita alle altre da genitori e studenti proprio per le sue particolarità, un fiore all’occhiello dell’istruzione che ha raggiunto questo livello per la sua autonomia.    
autore / intelligo
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