Salvini frena Parisi e la sua "marmellata": "Basta moderati" Silvio

20 giugno 2016 ore 17:33, Lucia Bigozzi
Il Matteo (Salvini) “furioso”. Da Roma a Milano passando per Varese. Unica consolazione l’avanzata in quel di Bologna, ma il dato che il leader della Lega rileva e sul quale non le manda a dire è il famoso “modello Milano”, ovvero quello che in questa campagna elettorale spesso i big del centrodestra hanno evocato come la formula vincente: tutti dentro, tutti insieme. Formula che però ha deluso le aspettative sebbene proprio nel capoluogo lombardo, Stefano Parisi sia arrivato a un passo da Sala, dopo un clamoroso (per il Pd) testa a testa. 

Salvini frena Parisi e la sua 'marmellata': 'Basta moderati' Silvio
Salvini, dunque, non nasconde l’irritazione per come è andata, e non solo in quel di Milano. Anche perché la sconfitta all’ombra del Pirellone dove, invece, governa il leghista Maroni e soprattutto la perdita di Varese bruciano eccome.
A Varese si è trattato di una sconfitta “storica” per il Carroccio che riceve il ben servito dopo 23 anni (nel complesso dopo 70 di governo moderato). Insomma la provincia di Varese è sempre stata la roccaforte della Lega, prima a trazione bossiana, ora nelle mani di Salvini. Non è un caso che su Milano e a proposito del candidato sindaco del centrodestra Parisi, Salvini tagli corto: “Farà il capogruppo dell’opposizione. Stop”. Poi la stoccata sul concetto del “tutti dentro”: “Va bene tutto, ma non penso che un nuovo centrodestra passi da Alfano e Passera…”. Quindi dai microfonio di Radio Padania ha tuonato: “Milano insegna che il dentro tutti non paga. La formula moderata era sbagliata e le minestre riscaldate la gente non le mangia”. Autocritica e critica, ma anche ripartenza. 

Salvini non vuole perdere tempo e sui porta avanti: “Ora dobbiamo capire dove abbiamo sbagliato e ripartire”. E in nottata aveva già esternato così: “Ci avevano detto che era necessario avere un candidato moderato, che rassicurasse ma abbiamo visto che nelle periferie non c’è stata motivazione”. Per ora, sembra qualcosa in più di uno sfogo a caldo. 
autore / Lucia Bigozzi
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