Cyberbullismo: dati Corecom, 71mila lombardi coinvolti da record

20 marzo 2017 ore 15:58, intelligo
Uno su cinque ha avuto a che fare almeno una volta con il 'sexting' e in tutto sono 71mila i lombardi, tutti giovani, che tra i 15 e i 24 anni hanno avuto almeno una volta esperienze dirette di cyberbullismo.
I dati li snocciola la presidente del Corecom Federica Zanella, intervenendo all'incontro 'Legalità e rispetto si
Cyberbullismo: dati Corecom, 71mila lombardi coinvolti da record
imparano da giovani', organizzato dal Corecom Lombardia insieme al Consiglio regionale e in collaborazione con l'associazione 'La Banda degli onesti', al Pirellone. Mentre il presidente del Consiglio regionale della Lombardia, Raffaele Cattaneo, ha evidenziato "la stretta connessione di questa iniziativa con la Giornata contro le mafie celebrata all'Auditorium Gaber - si combatte a partire dai banchi di scuola attraverso un'opera di educazione al rispetto delle regole e delle leggi, capace di indirizzare le nuove generazioni, e non solo, verso una cultura di fiducia nello Stato di diritto".
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Il 46% degli episodi di bullismo avviene di persona, il 36% via Facebook, il 27% su WhatsApp, il 19% con chiamate o sms sul cellulare, l'8% su Instagram, il 4% su Twitter, il 4% su Youtube e il resto su siti di videogiochi, Snapchat e Tumblr. Dai dati emerge inoltre che 230mila adolescenti milanesi conoscono almeno una persona che ha avuto problemi con reati telematici, mentre uno su cinque (22%) è stato almeno una volta coinvolto nel cosiddetto fenomeno del 'sexting', cioè ha ricevuto messaggi con parole, immagini o video a sfondo sessuale. Proprio i messaggi classificabili come 'sexting' vengono diffusi per la maggior parte dei casi (53%) via Facebook, mentre il 35% è stato inviato su WhatsApp. 
In questo campo il Corecom interviene non solo con azioni di formazione ed educazione rivolte a studenti, insegnanti e genitori, ma anche con uno sportello 'Web Reputation', gratuito, per tutelare la reputazione digitale a partire da foto e notizie diffuse sui social network. Tra il 2014 e il 2017, lo sportello 'Web Reputation' del Corecom ha raccolto segnalazioni e richieste di vario genere: il 46% per furto di identità o dati personali presi da profili social senza autorizzazione, il 25% per richieste di cancellazione di contenuti contenenti offese, diffamazione o azioni di cyber bullismo, mentre il 29% delle richieste riguardava la richiesta di rimozione di contenuti (foto o video) a sfondo sessuale. 

STORIE
Intanto il papà di Carolina, la sua figlia suicida che onora con una battaglia senza sosta contro questo fenomeno e cercando di recuperare ragazzi coinvolti in storie simili a quella della giovane, continua “una legge sul cyberbullismo”. Recentemente aveva anche scritto una lettera al presidente della Camera Laura Boldrini per chiedere al Parlamento di approvarla. E il Piemonte dà il buon esempio al Parlamento, ci pensa Chiamparino con questo papà a cercare di smuovere le acque. E' stata presentata la proposta del Pd: 300mila euro per progetti di formazione, legalità, assistenza alle vittime e recupero. 



autore / intelligo
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