Cannabis Day, Crepet: "Una Pannellata di quart'ordine ma con una grave differenza"

21 aprile 2017 ore 16:43, Americo Mascarucci
E' polemica sull'iniziativa messa in scena ieri a Milano dal radicale Marco Cappato nell'ambito del Cannabis Day. Cappato ha seminato della cannabis in un prato di fronte al Pirellone ed è stato per questo identificato dalla Polizia. Ora quali conseguenze avrà questo suo gesto chiaramente provocatorio? La Lega Nord ha presentato un'interrogazione al ministro dell'Interno Marco Minniti chiedendo che senso abbia punire ancora i pusher nel momento in cui le istituzioni hanno consentito questa iniziativa e tutto ciò che vi è andato in scena, compresa la semina proibita. Insomma se l'obiettivo del Festival della Cannabis era quello di far discutere, sicuramente è stato centrato. 
Intelligonews ha sentito in merito il parere dello psichiatra Paolo Crepet. 

A Milano è andato in scena il Cannabis Day ed è polemica sul fatto che le istituzioni e gran parte del mondo politico abbiano consentito, o addirittura sostenuto, l'iniziativa. Che significa questo? Che da oggi chiunque seguendo l'esempio di Cappato può seminare cannabis? 

"Resto dell'idea che la cannabis sia un farmaco e tale resti. Se poi secondo qualcuno è diventata acqua minerale, ce lo dimostri. Questa non è un'opinione".
Cannabis Day, Crepet: 'Una Pannellata di quart'ordine ma con una grave differenza'

Ma il fatto che le istituzioni e i politici di fatto si mostrino accondiscendenti o compiacenti verso un Festival che promuove una sostanza di fatto illegale, non è un paradosso?

"Consiglierei ai nostri politici di evitare frasi del tipo "poiché da giovane mi sono fatto le canne adesso è giusto che se le possano fare tutti". E' un discorso inconsistente. Sarebbe come dire che siccome da giovane io ho corso con la moto, adesso è giusto eliminare i limiti di velocità. Non mi addentrerei in questo tipo di ragionamento, ce ne sono francamente di più intelligenti in giro". 

Non si ha come l'impressione che in questo modo la politica insegua le mode della società adeguandosi alle trasgressioni anziché dettare le regole? Il mondo si è capovolto?

"E' evidente, i partiti vanno a pescare il voto. Io ritengo debba essere il voto ad inseguire la politica non viceversa come invece avviene. Quando la politica cerca il voto siamo in un mare aperto in cui tutto è concesso e questo può diventare molto pericoloso. La cannabis non è un'opinione ma è una droga. Se non fosse una droga che motivo avrebbero le persone di consumarla? Continuo a non capire questa cosa. Se la cannabis non produce effetti perché uno dovrebbe farsi? La cannabis ha un effetto, certamente non mortale ma questo non è un buon argomento per renderla legale. Se l'obiettivo dei politici è quello di lasciare i giovani imbottirsi di canne io questa cosa qui non la sottoscrivo per ragioni professionali perché la cannabis ha effetti di carattere cognitivo, comportamentale e psicopatologico. Ci sono convinzioni diverse certo, ma la mia esperienza clinica dice questo. Basta chiedere a qualsiasi ragazzo. Ti risponde di cercare la cannabis per rallentare, perché si sente sotto stress. Non a caso i nostri figli sono tutti stressati, lo dicono alcune statistiche: i ragazzi italiani sono i più stressati d'Europa. Per qualcuno questo è un buon motivo per farsi le canne".

La Lega ha presentato un'interrogazione a Minniti chiedendo che senso abbia punire i pusher nel momento in cui si consente un Festival della Cannabis con Cappato che la semina sotto il Pirellone. E' d'accordo?

"Cappato si è fatto un po' di pubblicità. Se non si può non si può, punto, non è che davanti al Pirellone c'è la zona franca. Se questo è un reato, lo è ovunque e per tutti. Cappato non fa nulla di diverso di ciò che faceva Pannella 25 anni fa cercando di farsi arrestare. Siamo di fronte ad una pannellata di quart'ordine. Torniamo all'originale, al Pannella che si consegnava ai Carabinieri per andare in carcere. Se un'azione costituisce reato va punita. Se poi in Parlamento ci sarà la maggioranza per cambiare questa legge è un altro discorso. A quanti si battono per la legalizzazione della cannabis chiederei però dove intendono coltivarla. In quali centinaia di chilometri quadrati di Pianura Padana potranno estendersi le piantagioni di cannabis? Togliendo le barbabietole? Tutta quella roba lì poi dovrà essere certificata, controllata, registrata perché non è che si potrà vendere hashish spacciandola per cannabis. La gente pensa che cannabis e hashish sia la stessa cosa, Hanno invece effetti molto diversi. Vogliamo liberalizzare anche l'hashish? Come avverrà questo controllo? Con quali criteri? Poi infine dovranno spiegarci se il passaggio da cannabis ad altro qualcuno intenderà limitarlo oppure no? Anche questo è un problema". 

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