Da Tunisi a Milano per un cuore “nuovo”: salvato bimbo di 4 mesi

21 dicembre 2015 ore 17:45, intelligo
Da Tunisi a Milano per un cuore “nuovo”: salvato bimbo di 4 mesi
La storia coincide con la vigilia del Natale ma il senso non cambia perché il lieto fine, consentirà a un neonato tunisino di 4 mesi di tornare a sperare in una vita normale. Il piccolo è stato sottoposto a un intervento salvavita per la correzione di una grave cardiopatia congenita all'’Ospedale del cuore, a San Donato di Milano. Un difetto, quello della trasposizione semplice dei grossi vasi, che di solito viene diagnosticato durante la gravidanza e che deve essere corretto il prima possibile, entro un mese dalla nascita. La storia del piccolo è arrivata all'attenzione di Giuseppe Pomè, cardiochirurgo pediatrico dell'Unità di cardiochirurgia dell'Irccs Policlinico San Donato che si è reso disponibile per l’intervento risoltosi con successo. Il bambino è già stato dimesso. Un successo della chirurgia e della professionalità dell’equipe dell’ospedale milanese ma anche il frutto della solidarietà: dal 2009 – spiega una nota della struttura sanitaria – prosegue infatti la collaborazione tra il Policlinico San Donato e la Cassa nazionale assistenza malattie della Tunisia, che prevede la presa in carico dei pazienti con cardiopatie congenite complesse che non possono essere trattate in loco, 6 missioni operatorie ogni anno e la formazione, tramite stage, del personale medico e paramedico.L'associazione Silvia Procopio si è occupata dell’assistenza dei familiari del neonato gestendo l’organizzazione del viaggio e sostenendo le spese del trasferimento della mamma che ha così potuto accompagnare il bambino in Italia. Quanto alle peculiarità dell’intervento chirurgico, il dottor Pomè spiega che “in questo tipo di pazienti le 2 arterie che nascono dai ventricoli presentano una connessione invertita: l'aorta nasce dal ventricolo destro e l'arteria polmonare dal ventricolo sinistro, separando il circolo vascolare polmonare e quello sistemico. L'intervento mira a ricollegare i vasi arteriosi e le coronarie con i ventricoli appropriati, ma già dopo il primo mese di vita i rischi operatori aumentano sensibilmente. Nel frattempo infatti le strutture cardiache si sono 'disabituate' a sostenere la pressione a cui è sottoposto il cuore in un circolo sano”. 

Per questo il cuore del bambino tunisino è stato “allenato gradualmente all'anatomia corretta dall'intervento, collegandolo all'Ecmo per una settimana. Si tratta di una tecnologia in grado di sostituire l'attività di cuore e polmoni quando questi hanno un importante deficit della loro funzione”. Adesso per il piccolo comincia una nuova vita.
 
LuBi

autore / intelligo
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