Il paradosso di Formigoni

21 febbraio 2013 ore 16:26, Francesca Siciliano
Il paradosso di Formigoni
Lombardia come Tangentopoli. Anzi: peggio. È stato questo, tra le righe, il messaggio che ha lanciato Antonio Caruso, procuratore regionale della Corte dei conti, all'inaugurazione dell'anno giudiziario 2013.
«La piaga della corruzione - ha detto - è ben più grave rispetto a 20 anni fa, si è ormai annidata nel profondo del tessuto sociale e costituisce una intollerabile distorsione del sistema». «Nel corso del 2012 – ha proseguito - l'azione della Procura ha riscontrato una serie sconcertante di fenomeni corruttivi e concussivi nella pubblica amministrazione». All'evento, paradossalmente, ha partecipato anche Roberto Formigoni, dimissionario governatore della Regione Lombardia, che a margine della presentazione ha voluto sottolineare come effettivamente «la corruzione riguarda tutta Italia, riguarda il campo della finanza, riguarda le banche, i più grossi scandali sono nelle banche. Pensiamo al Monte dei Paschi di Siena, che è una banca pubblica che avrebbe pagato 2 miliardi di euro di tangente. Riguarda il mondo dell'economia, riguarda lo stesso mondo della magistratura e delle forze dell'ordine, riguarda certamente il mondo della politica. Occorre che il paese compia una riflessione su se stesso e abbia uno scatto di responsabilità. Dopodiché – ha concluso - io invito sempre, nel riconoscimento di questi fenomeni che ci sono, a distinguere quando si tratta di ipotesi e quando si tratta di certezze. Quando ci sono indagini in corso sono soltanto delle ipotesi e abbiamo visto molto stesso che indagini in corso approdano a sentenze assolutorio nei confronti delle persone». Ipse dixit.
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