Expo 2015 è un affare anche per il racket

21 febbraio 2014 ore 13:15, intelligo
di Micaela Del Monte.
Expo 2015 è un affare anche per il racket
Si sa, l'Expo 2015 è per Milano, e per l'Italia, una grande vetrina ed equivarrà sicuramente all'approdo a Milano di milioni di visitatori, tra turisti e investitori, ma non solo.
Sì calcola infatti che in vista del grande evento potrebbero approdare nel capoluogo lombardo fra le 15 e le 30mila prostitute, così come successo per i Mondiali di calcio in Germania E per le Olimpiadi di Londra. Ma anche come avviene ogni anno per il Salone del mobile. Il racket dunque si prepara a spedire a Milano e dintorni migliaia di ragazze da sfruttare. Romene, albanesi, bulgare, nigeriane, marocchine e anche cinesi. Ma ci saranno anche i trans e uomini, perché l’offerta dovrà essere variegata. È "atteso" quindi un esercito di professioniste e ragazzine minorenni. "Stimiamo circa 7mila donne sul marciapiede a Milano, con punte più alte nei fine settimana e il doppio per le fiere — spiega l’assessore al Welfare, Pierfrancesco Majorino ma abbiamo segnalazioni che i numeri cresceranno molto di più in occasione dell’Esposizione del 2015. Bisogna correre ai ripari. Sono contrario alle case chiuse, che non fanno altro che occultare il problema senza risolverlo. Bisogna puntare tutto su prevenzione, riduzione del danno e recupero delle vittime".  Il Comune nel 2013 ha stanziato 400mila euro per combattere la tratta e accogliere le vittime; per il 2014 altri 200mila euro sono a bilancio. Di questi fondi ministeriali, il 22 per cento viene da risorse comunali. Ma è ancora troppo poco. "L’unico modo per uscirne è combattere la rete criminale che governa questo mondo", ha sottolineato Valerio Pedroni, dei Padri Somaschi, a nome del coordinamento degli enti coinvolti nel progetto del Comune per l’assistenza e alle vittime della tratta.
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