Obiettivo Italia sabato a Milano, Falasca: "Una nuova agenda politica sociale per l'Italia"

21 febbraio 2017 ore 16:57, Americo Mascarucci
''Lavoro, innovazione, industria 4.0'' è il titolo del convegno che si terrà sabato 25 Febbraio 2017 alle 10.00 al Teatro Parenti di Milano. 
E'la prima tavola rotonda dei Dialoganti di Obiettivo Italia.
Un incontro che verte su diversi livelli, giornalistico, politico e sociale. Si ritroveranno intorno allo stesso tavolo l'imprenditore e deputato Alberto Bombassei e Susanna Camusso Segretario Generale della CGIL. E poi i giornalisti Vittorio Feltri direttore di Libero, Roberto Poletti e Dario Di Vico inviato del Corriere della Seralo scrittore e finanziere Guido Maria Brera, l'economista Piercamillo Falasca, l'assessore alle politiche del lavoro del Comune di Milano Cristina Tajani, il sindacalista CISL Gigi Petteni, il presidente AgID e deputato Stefano Quintarelli
Intelligonews ha intervistato uno dei relatori, il giornalista ed economista Piercamillo Falasca.
Obiettivo Italia sabato a Milano, Falasca: 'Una nuova agenda politica sociale per l'Italia'

Dove nasce l'idea di questo convegno e perché?

"Il convegno nasce dall'esigenza di rimettere al centro del dibattito politico temi fondamentali per la crescita del Paese come l'occupazione e l'innovazione in una fase in cui la politica sembra troppo concentrata a darsi addosso, fra le polemiche interne al Partito Democratico, i dissidi nel Movimento 5Stelle e un'attenzione eccessiva sulla legge elettorale e la data delle elezioni. Si rischia così di perdere un'opportunità importante, quella cioè di utilizzare il tempo che ci separa dalle prossime elezioni per iniziative davvero utili al Paese. L'obiettivo del convegno è riportare l'agenda della politica sui temi principali".

Quali sono dunque questi temi?

"Innanzitutto l'occupazione, la  crescita economica e la capacità di innovare il sistema industriale. Temi che pongono delle sfide ai paesi che hanno la capacità di innovare, abbandonando le produzioni a basso valore aggiunto e scegliendo la creatività e l'alta tecnologia. In quest'ottica c'è da ripensare anche il rapporto fra imprenditore e lavoratore. Va superata la logica antistorica del conflitto che alcuni sindacati rivendicano ancora, al fine di favorire un rapporto di condivisione e di dialogo. Le idee in campo sono molteplici: quella della partecipazione agli utili dei lavoratori e alle decisioni aziendali, una maggiore capacità di premiare il merito attraverso forme contrattuali ad hoc ed un rapporto diverso con i sindacati. Stiamo vivendo una fase storica in cui l'automazione industriale molto rapida sembra mettere a rischio la tenuta occupazionale. Dobbiamo essere in grado di scoprire il valore del lavoro e utilizzare tutti gli strumenti a disposizione, fiscali o regolatori per produrre nuova occupazione. Affronteremo ovviamente anche il tema delle liberalizzazioni partendo anche dall'ultima vicenda, quella della protesta dei taxi. Ai tassisti diciamo ad esempio che rispettiamo il loro lavoro perché sappiamo bene che hanno fatto investimenti che rischiano di perdere di valore, ma che la vera sfida è quella di aumentare la domanda del trasporto collettivo privato. Dobbiamo invogliare la gente a lasciare a casa l'auto privata e a servirsi del trasporto privato, ma i tassisti non possono pensare di chiudere il mercato ad altri, agli NCC o a quelle società che sfruttano le nuove tecnologie".

Queste idee potrebbero favorire la nascita di una nuova area politica e culturale. E soprattutto, questa nuova idea di impresa sarà accoltadalla classe politica?

"In Italia oggi c'è bisogno di un movimento politico per il lavoro e la crescita che contrasti quelle posizioni anti industriali che emergono fra i 5stelle o in alcune forze della sinistra.  Serve un movimento politico che non abbia paura della globalizzazione, che anzi faccia maturare nel Paese la convinzione che la globalizzazione non va rifiutata perché è una straordinaria opportunità per un Paese come l'Italia che ha la capacità per competere. Un movimento che sostenga soprattutto chi crea lavoro, impresa ed industria. Credo che la classe politica abbia tutto l'interesse a recepire queste proposte". 
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