Bello e contemporaneo: Gucci viaggia tra marinai e dandy di Michele - FOTO

21 giugno 2016 ore 15:19, intelligo
di Luciana Palmacci  

Un immenso salotto di divani, pareti e moquette di velluto verde mela hanno accolto ospiti, buyers e giornalisti arrivati da tutto il mondo per assistere al défilé maschile per l'estate 2017 di una delle sfilate più attese: quella di Gucci, il marchio d’alta moda trasformato da Alessandro Michele. Sfilata forte e corposa ricca di proposte e di idee che se scomposte faranno senza dubbio ancora di più balzare in avanti i fatturati del brand di cui Michele è il direttore creativo e Marco Bizzarri il presidente. 

Un viaggio intorno al mondo senza il bisogno di spostarsi, che Alessandro Michele fa compiere all'uomo Gucci della prossima estate, tra mostri marini, echi giapponesi, richiami all'Inghilterra ottocentesca e ricordi di infanzia. Il romanzo di avventura si apre con l'entrata in scena dell'ammiraglio in pensione con il suo cappotto verde, poi arrivano i mostri marini stampati e ricamati sui bomber e i completi con shorts; i marinai con il trench giallo, la cerata rossa, la maglia a righe con il fiocco rosso; i pirati ricamati sui gilet; i damerini con la marsina; i samurai con il pigiama kimono su cui si arrotolano serpenti ricamati. Ed ecco arrivare i nobili con le calze di pizzo e le ciabattine da dandy, gli abiti pigiama damascati, la giacca da smoking con le rose. Tessuti cinesi, fiori, tigri. Occorre mantenere, in sé stessi ma anche in ciò che si indossa, tracce di quella che in inglese viene definita 'otherness': la diversità e varietà di spazi fisici o immaginari, le tracce di una realtà che non è univoca ma che è fatta di stratificazioni, da indagare in modo 'archeologico' per costruire nuove esperienze, come ricorda Claudio Magris nella sua opera 'L'infinito viaggiare'. 

Tutto ciò viene tradotto in una collezione che, come ha spiegato Michele nel backstage “esprime il nostro modo di stare nel tempo attuale”, in cui tutto torna e tutto ha una coerenza: i rimandi al mondo di naviganti “che prendono spunto dalle atmosfere e dai personaggi di Jane Austen”, le mostrine dorate stile divisa di alto rango, le stampe tappezzeria, le immancabili tigri e i serpenti, la felpa a righe bianche e nere con un grande fiocco rosso ricamato. Non è il viaggio 'reale' a interessare Michele, che ammette di non essere nemmeno tanto appassionato del viaggiare in sé, ma quello mentale, interiore, anche onirico, che si può fare semplicemente guardandosi attorno oppure pensando a universi soltanto nostri, personali.
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autore / intelligo
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