Limoncello e droga, così l'ex carabiniere ha stuprato 16 turiste

21 giugno 2017 ore 15:20, Micaela Del Monte
Sarebbero 16 le vittime dell'ex carabiniere Dino Maglio, 37 anni, che attraverso la formula del Couchsurfing, un servizio gratuito di scambio di ospitalità, attirava giovani straniere delle quali poi abusava. La condanna, con rito abbreviato, riguarda però una sola violenza, dopo l'esplosione del caso sono poi emerse altre donne che dicono di aver subito la violenza, che veniva consumata, una volte accolte nell'abitazione, con l'uso di narcofarmaci che le rendevano indifese. L'ex carabiniere, trentasettenne, ha sulle spalle una condanna a 6 anni e 6 mesi di reclusione. È stato giudicato con il rito abbreviato il 13 aprile 2015 dal giudice dell'udienza preliminare Mariella Fino. È il caso di una sedicenne liceale australiana. Maglio sosteneva che si trattava di rapporti consensuali, ma nella perquisizione a casa sua sarebbero state trovate 40 pasticche di un potente sonnifero.

Limoncello e droga, così l'ex carabiniere ha stuprato 16 turiste
LIMONCELLO E PASTIGLIE -
Ad accusare il militare era stata una 17enne australiana entrata in contatto con l'ex carabiniere e ospitata a casa sua grazie al sito web 'Couchsurfing'. Secondo l'accusa il carabiniere, avrebbe drogato la ragazza con un cocktail di limoncello e pastiglie a base di benzodiazepine, e poi l'avrebbe violentata. Lo scorso febbraio ad aggravare la posizione del carabiniere erano state anche le denunce di altre 14 ragazze che erano state ospitate a casa sua e avevano subito lo stesso trattamento. Il sostituto procuratore Falcone chiede il giudizio per violenza sessuale aggravata, stato di incapacità procurato mediante violenza e concussione. Ma una volta finito ai domiciliari, l'uomo sarebbe riuscito a far arrivare altre couchsurfer, un'argentina e un'armena. Sempre, stando all'accusa, ripetendo lo stesso copione. A quel punto il militare, che l'Arma ha subito sospeso dal servizio, è stato rinchiuso in cella.

LE ACCUSE - Violenza sessuale aggravata, stato di incapacità procurato mediante violenza e concussione le accuse che potrebbero portare di nuovo a processo il militare dell’Arma, contro cui anche i vertici dei carabinieri hanno fatto causa per danno d’immagine davanti alla Corte dei Conti.
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