Un buon investimento ha un nome e una faccia per il Fondo Famiglia Lavoro della Diocesi milanese

21 luglio 2014 ore 11:58, Vanessa Dal Cero
Un buon investimento ha un nome e una faccia per il Fondo Famiglia Lavoro della Diocesi milanese
“Un buon investimento ha un nome e una faccia. Milano investe su chi ha perso il lavoro”. Inizia così la nuova campagna di comunicazione del Fondo Famiglia Lavoro della Diocesi, con numerosi manifesti di fundraising già affissi nelle strade di Milano e dell’hinterland. Perché se il Fondo dal 2009 ha raccolto ben 19 milioni di euro destinandoli a 11 mila famiglie in difficoltà, oggi più che mai è necessario reperire nuove risorse per continuare ad aiutare chi ha perso il lavoro, appellandosi alla generosità di tutti i milanesi, delle istituzioni e delle imprese. L’idea di fondo impressa dall’Arcivescovo Scola è quella di superare la logica puramente assistenziale degli aiuti diretti di denaro, privilegiando interventi rivolti alla formazione professionale e al reinserimento nel mercato del lavoro. A causa del perdurare della crisi, le difficoltà che molte famiglie devono affrontare non possono più considerarsi passeggere e, pertanto, interventi meramente assistenziali risultano poco efficaci se non accompagnati da aiuti concreti per ritrovare il lavoro. Ecco allora che il “buon investimento” è quello sulla persona, garantendo attraverso l’azione del Fondo la formazione professionale ma anche l’erogazione di micro-crediti e lo sviluppo di progetti imprenditoriali a favore di chi non ha reddito. Anche perché, secondo i dati diffusi dalla Diocesi, chi domanda aiuto sono per lo più quarantenni con famiglia, in maggioranza operai e stranieri; ma la quota di italiani in difficoltà cresce sempre più e a bussare alle casse del Fondo ha iniziato anche il popolo delle partite IVA. Segno che, davvero, è più che mai necessario ripartire dalla persona, favorendo il più possibile lo sviluppo delle capacità individuali per crearsi lavoro.
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