Anis Amri, arriva il conto per la salma al sindaco di Sesto: "Non pago"

21 luglio 2017 ore 14:43, intelligo

Forse non ha creduto ai suoi occhi quando gli è stato presentato il conto ma il sindaco di Sesto San Giovanni, comune alle porte di Milano, adesso dovrà pagare il “deposito” per la salma del terrorista Anis Amri, autore della strage ai mercatini di Berlino, poi ucciso dalle forze dell’ordine nella cittadina il 23 dicembre scorso.

Anis Amri, arriva il conto per la salma al sindaco di Sesto: 'Non pago'
IL CONTO A renderlo noto è stato primo cittadino Roberto Di Stefano, del centrodestra, da poco insediatosi Idopo un dominio "rosso" durato 72 anni. Adesso il sindaco è costretto a versare nelle casse del comune di Milano la somma di 2.160,18 euro. Quindi nonostante la prima indignazione, Di Stefano, che da poco ha bocciato il progetto di una maxi moschea, dovrà pagare anche se lui dichiara di non volerne sapere: “Siamo alla follia – ha detto – Qui stiamo parlando di un mostro senza pietà. A scanso di equivoci dico subito che mi opporrò con ogni mezzo a questa vergognosa e offensiva richiesta e che i soldi dei miei cittadini mai saranno utilizzati per far fronte a questa richiesta”

Ma la legge parla chiaro: prevede che le spese dopo la morte di una persona non reclamata siano a carico del Comune in cui la stessa è morta. Dal momento che la salma di Amri è stata custodita nell'obitorio civico di Milano in via Ponzio, Palazzo Marino ha presentato il conto.


CHI ERA AMRI Amri è stato ucciso la notte tra il 22 e il 23 dicembre davanti alla stazione di Sesto, in piazza Primo Maggio. Il tunisino dopo la strage ai mercatini di Berlino era ricercato dalla polizia di tutta Europa, dopo essere passato da Olanda, Francia era riuscito a entrare nel nostro Paese. Venne poi fermato per un normale controllo dai poliziotti Luca Scatà e Christian Movio. Ne nacque un conflitto a fuoco nel corso del quale Amri riuscì a ferire Movio prima di essere ucciso da Scatà.

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