Mihajlovic e Berlusconi al capolinea: Sinisa contro le feste di Silvio?

22 febbraio 2016 ore 8:59, Andrea De Angelis
Ci risiamo. Ormai è un classico, altro che novità. Il rapporto tra Mihajlovic e Berlusconi non è mai stato idilliaco, ma forse questo era un po' prevedibile. Basti pensare al carattere dei due. Se poi aggiungiamo il fatto che il Milan non ha certo investito nel modo migliore i soldi del calciomercato (troppi 45 milioni per Bertolacci e Romagnoli, nonostante siano due gioielli del calcio italiano) e che i risultati non stanno arrivando (a pagare dazio soprattutto i troppi pareggi contro le piccole) ecco che la frittata è fatta. 

"Mihajlovic interista", dicevano i primi detrattori del serbo già in estate. Un allenatore che però ha fatto bene dovunque è andato e anche quest'anno, sesto in classifica, ha saputo difendere la sua panchina. Ma solo per il momento, perché il vero obiettivo dei rossoneri resta la Champions League. Certo era difficile prevedere un Napoli così implacabile, una Fiorentina capace di lottare per il podio, ma in quel di Milanello erano stati chiari: Sinisa riportaci in Europa, ma dalla porta principale. Ecco perché il quarto, quinto o sesto posto sarebbe visto come un fallimento. L'Europa League non piace a chi come Berlusconi ha alzato il trofeo continentale più prestigioso, ma non è amata neanche dagli allenatori che vedono come un incubo le gare del giovedì sera. Una vera batosta per il cammino in campionato. 
Ne sa qualcosa la Lazio, più forte dello scorso anno ma ottava in classifica. Cosa è cambiato ai romani rispetto alla passata stagione quando chiusero in terza posizione? Allora non avevano partite infrasettimanali (salvo la Coppa Italia), ora invece giocano l'Europa League. Insomma, a buon intenditor poche parole. 
Mihajlovic e Berlusconi al capolinea: Sinisa contro le feste di Silvio?
Ma c'è dell'altro. Ieri Mihajlovic, alla vigilia dell'importante sfida contro il Napoli, ha lanciato una mezza frecciatina alla società dopo una settimana tra impegni commerciali e feste per l’anniversario: "Le giornate come quella di sabato non sono le più belle per preparare la partita. Non è stata una settimana tipo, in cui lavori in serenità. Abbiamo anche girato uno spot, ma in una grande società questi impegni ci sono. Ora la testa è sulla partita. Spero di averla preparata bene. La carica di Berlusconi? Dovete chiedere ai giocatori". Insomma, messaggi non proprio d'amore. E poi il tecnico non sembra spaventato in vista di un futuro lontano da Milano: "Per l’anno prossimo ho un contratto, se da entrambe le parti ci sarà il piacere di continuare lo faremo, se dovessi andare via credo troverei una squadra. A casa non ci so stare". Amen. 

Così torna nei corridoi il nome di uno che a Milano ha scritto la sua storia e quella della società: Fabio Capello. Finita la parentesi milionaria in Russia, il tecnico che ha vinto anche a Roma e Torino sembrerebbe pronto a quella che potrebbe essere la sua ultima avventura. Chi lo conosce in realtà dice che il suo obiettivo sarebbero i Mondiali del 2018 alla guida dell'Italia, con Conte corteggiato all'estero, ma anche dallo stesso Milan. Fantacalcio? Forse, ma l'idea di rivedere don Fabio alla guida del Milan farebbe sorridere molti, a partire da Berlusconi che non ha mai nascosto la personale passione nei confronti di chi gli ha permesso di vincere in Italia ed Europa...


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