Aggressione Centrale Milano: news perizia psichiatrica e coltelli da difesa

22 maggio 2017 ore 11:33, Luca Lippi
Avanzamento delle indagini circa lo svolgimento dei fatti sull’aggressione di giovedì sera alla stazione Centrale di Milano. Tommaso Ben Youssef Hosni ha aggredito due militari e ferito un agente di Pubblica Sicurezza così come chiaramente documentato dalle telecamere a circuito chiuso della stazione di Milano. 
Hosni che non è al suo primo arresto, è accusato di tentato omicidio ed è anche indagato per terrorismo internazionale. Ieri la pm Maura Ripamonti ha chiesto alla gip Manuela Scudieri di convalidare l’arresto e di disporre la custodia cautelare in carcere per il tentato omicidio. Il suo difensore ha chiesto una perizia psichiatrica.
Aggressione Centrale Milano: news perizia psichiatrica e coltelli da difesa
Ieri mattina a San Vittore Tommaso Ben Youssef Hosni nel corso dell’interrogatorio di convalida dell’arresto per l’aggressione di giovedì sera alla Centrale, stando alle parole del suo avvocato Giusy Regina, è apparso assente e con lo sguardo basso.
Il giovane italo-tunisino avrebbe dichiarato:Mi ero drogato, avevo preso della cocaina, non ricordo di aver accoltellato qualcuno, ricordo solo che quando mi sono svegliato ero a terra e con le mani sporche di sangue”.
Riguardo il possesso dei coltelli avrebbe detto:I due coltelli da cucina che tenevo in tasca erano per difendermi perché c’erano sempre persone che mi minacciavano e mi volevano fare del male. Mi avevano aggredito anche in via Maciachini”.
L’interrogatorio non è stato lungo, le immagini sono state giudicate più che sufficienti e accompagnate da adeguata testimonianza visiva sia degli aggrediti sia delle persone presenti al momento dell’aggressione. Quindi nessuna particolare attenzione, al momento, riguardo la vicenda dei video di propaganda ritrovati sul profilo Facebook del ragazzo.
Intanto, proseguono parallele le indagini dei pm dell’Antiterrorismo Alberto Nobili e Alessandro Gobbis sul possibile reclutamento del ragazzo da parte degli estremisti islamici. Le attenzioni degli investigatori si concentrano in particolare sulle relazioni tra l’accoltellatore e il libico di 23 anni arrestato con lui, a dicembre, per spaccio. Anche se, per ora, non sarebbe emerso nulla di interessante. L’italo-tunisino, l’ultimo anno e mezzo passato a bivaccare tra la stazione e via Padova, faceva il pusher per disperazione e per mantenere il vizio della cocaina. Gli investigatori chiariranno anche se Hosni avesse in mente di compiere un’azione violenta con i due coltelli rubati poche ore prima di essere controllato dalla pattuglia. Parlando nei giorni scorsi col suo difensore d’ufficio, aveva detto di essere musulmano non praticante, escludendo legami con l’Isis: “Guardavo i video degli attentati e li postavo su Facebook così, solo per curiosità”. 
Dopo essere stato ammanettato aveva detto che era “arrabbiato, solo e abbandonato” e si era detto “dispiaciuto” per l’accaduto. Nell’interrogatorio di ieri ha chiesto notizie soltanto di sua nonna, che vive in Tunisia. Attualmente e in attesa della perizia psichiatrica Hosni è a San Vittore, in una cella singola nel reparto di osservazione psichiatrica.

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autore / Luca Lippi
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