Milano, il candidato Sala comincia stasera la sua campagna elettorale. E a Pisapia...

23 dicembre 2015 ore 12:54, Marta Moriconi
Milano, il candidato Sala comincia stasera la sua campagna elettorale. E a Pisapia...
"Ci ho pensato molto, mi sembrava un atto corretto dopo sette anni di lavoro per la città". Così Giuseppe Sala sulla sua candidatura a sindaco di Milano, in un'intervista su Radio Popolare svela il suo futuro, e insieme annuncia anche la data di partenza: "Comincio stasera al teatro Franco Parenti alle 18".
Per quanto riguarda il suo programma c'è da attendere, "non parleremo tanto di programma, sarà un brindisi natalizio - aggiunge - e diremo le prime cose sul percorso da qua alle primarie". E lui non si sente già più manager, anzi dice che anche "chi sostiene la mia candidatura - non vede in me il manager, ma quello che può fare qualcosa per la città". 
E Beppe Sala immagina Milano: "Contemporanea e internazionale", deve "saper fare qualcosa di unico a livello internazionale". Agli ascoltatori che gli chiedono se continuerà a essere una città dove la Resistenza è un valore importante, Sala risponde: "Non vedo perché debba cambiare".
Quanto alla possibilità di collaborare con Giuliano Pisapia, "assolutamente sì. Dopodichè - dice - anche per rispetto non si chiede
all'ex sindaco un ruolo operativo, ma Pisapia è una figura di garanzia e gli chiederei una collaborazione".
Sala conferma anche che non ci sarà "nessuna possibilità di collaborazione con Ncd e il centrodestra", mentre sul tema della 
legalità e dei diritti civili, il suo lavoro sarà "in continuità" con quello fatto dalla giunta Pisapia. "Mi pare che molti dei suoi 
assessori, tra l'altro, siano vicini alla mia candidatura", afferma l'ad di Expo. Anche a Pierfrancesco Majorino chiederebbe di 
collaborare ("anche se non so se accadrebbe il contrario") mentre a Francesca Balzani "non lo so, è ancora presto, dobbiamo trovare un modo per confrontarci".
L'ultima domanda è sulle liste civiche. Per lui "dipende da chi c'è nella lista e se sono qualificate, io spero che alla fine la gente giudichi sui programmi, si vedrà di volta in volta". 
Sala ribadisce poi di non essere "un uomo di Matteo Renzi" e soprattutto di non essere "un uomo di salotti". Dovrà dimostrarlo. 


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