Unioni civili, Cappellini: "Saranno tutti scontenti, per la Lega il ddl va riscritto. Ncd che farà?"

23 febbraio 2016 ore 13:52, Lucia Bigozzi
“Col maxiemendamento e la fiducia sulle unioni civili sono crollate le certezze della sinistra e quelle della Cirinnà”. “Più che un SalvaCirinnà si tratta di un SalvaGoverno dove tutti hanno rinnegato le proprie idee manifestate due giorni prima in nome della tenuta della maggioranza. Il punto vero è che così com’è la legge scontenterà tutte le parti in causa”. Due concetti che Cristina Cappellini (Lega), assessore alle politiche alle Culture, Identità e Autonomie di Regione Lombardia, articola nella conversazione con Intelligonews. E a Renzi e Alfano dice…

Sui social la senatrice Cirinnà è finita nel mirino del “fuoco amico”: molti esponenti della comunità Lgbt l’accusano di “tradimento” per aver accettato lo stralcio della stepchild: era dunque quello il nodo di tutto? E che segnale è?

«Beh, visto dal loro punto di vista è comprensibile, anche perché è stata fatta una battaglia senza se e ma per molto tempo e la stepchild adoption era diventata la bandiera del movimento Lgbt impugnata anche dalla senatrice Cirinnà e da gran parte del Pd. Quindi capisco che questa marcia indietro pesi perché viene vissuta come un tradimento. Non solo, ma è frutto di convenienze politiche e di mediazione e il risultato finale è scontenteranno tutti».

In che senso?

«Vedremo adesso quali saranno i termini del patto di maggioranza tra Renzi e Alfano, ma certo se si limiterà solo allo stralcio dell’articolo 5 saranno scontenti sia i sostenitori del ddl Cirinnà, sia il popolo del Family Day che non solo chiede lo stralcio delle adozioni ma vuole la modifica sostanziale dei primi articoli per evitare che vi sia qualunque riferimento all’equiparazione tra matrimonio e unione civile. Se finisse secondo questa ultima opzione, allora sarà una vittoria del popolo del Family day, ma dubito che Renzi e il governo siano disposti a svilire il senso del ddl Cirinnà accogliendo le richiesta del Family day, perché sarebbe una grande sconfitta per chi quella legge l’ha voluta e portata avanti. Il mio timore è che, alla fine, si scontentino tutti: da un lato si tradiscano le aspirazioni del mondo ‘arcobaleno’; dall’altro si scontenti il popolo del Family day che chiede non solo lo stralcio dell’articolo 5 ma anche la rivisitazione dei primi articoli per evitare l’equiparazione, attraverso una serie di applicazioni alle unioni civili di alcuni capitoli del diritto di famiglia. E’ una bella partita, da seguire munito per minuto anche se una cosa è certa: sono crollate le certezze della sinistra e le certezze della Cirinnà. E non credo che gli stessi elettori del Pd saranno soddisfatti»

Vi hanno attaccato per il richiamo luminoso al Family day sul Pirellone e oggi chi è che strumentalizza? E Renzi in tutto questo che ruolo ha giocato?

«Ho l’impressione che Renzi non si sia mai voluto occupare della questione e abbia lasciato fare ai suoi senatori. In seguito, quando ha visto il fallimento del gruppo dem al Senato, allora ha preso in mano la situazione con questa sorta di accordo, ma più che un “salvaCirinnà”, lo considero un vero e proprio “salvaGoverno”. E dico questo perché tutti sono disposti a rinnegare le proprie idee manifestate non meno di due giorni fa in nome della tenuta della maggioranza alla prova del nove col voto al Senato, tanto è vero che si è ricorsi persino alla fiducia. A questo punto, un ruolo centrale lo gioca l’Ncd anche perché potrebbe mantenere fino in fondo i propri impegni rifiutando una mediazione che mi sembra al ribasso per tutti».

Ma quanto è realistico? Finora sembra che Alfano punti solo allo stralcio della stepchild. Qual è la sua valutazione? 

«Se Alfano si accontenta dello stralcio dell’articolo 5, magari sarà contento lui ma non il popolo del Family day che ha chiesto altro e sono convinta che ci saranno conseguenze politiche»

E il suo partito cosa farà sul maxi-emendamento? Ha sentito i vertici del partito?

«Sì, sono in costante contatto con il presidente dei senatori Centinaio, il quale anche stamani su Twitter ha ribadito che per come si presenta ed è stato presentato finora, il ddl Cirinnà andrebbe riscritto da capo. Sono d’accordo e penso che le proposte alternative manifestate dai leader del Family day su alcuni punti che rimandano all’ordinamento già esistente, vadano accolte. Penso anche il testo depositato in Parlamento da Sacconi e Pagano possa essere la base su cui il centrodestra può incontrarsi. Mi fa piacere che la Lega sia oggi l’unico partito che non scende a patti, che dice coerentemente ciò che pensa, come accaduto sul ddl Cirinnà che in queste ore, col ricorso al maxi-emendamento del governo si traduce anche in una prova di debolezza di Renzi e del Pd»

autore / Lucia Bigozzi
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