Oltre il transgender, l'invertito è di moda

23 gennaio 2015 ore 12:50, Vanessa Dal Cero
La domanda sorge spontanea: si è appena conclusa Milano moda uomo o Milano moda donna? La risposta non appare scontata. Non solo, infatti, alcuni stilisti hanno scelto di far sfilare anche le collezioni femminili insieme a quelle maschili ma è soprattutto la differenza tra gli abbigliamenti che non sembra più definita e definibile. Ormai da anni assistiamo all’effetto “restringimento”, le camicie sono slim e i pantaloni strecht sicché una classica taglia 50 - quella dell'uomo medio - non è più tale. Poi sono stati dati all'uomo la borsa a tracolla, i tessuti preziosi, i colori fluo, i foulard, i pantaloni alla caviglia, le sopracciglia depilate e l'anno scorso sulle passerelle abbiamo perfino visto i primi meggings! Forse al meglio (si fa per dire) non c'è mai fine, così quest'anno pellicce, piume, abiti e camicette con volant! Ebbene sì, un abbigliamento che la maggior parte degli uomini non indosserebbe mai, vestiti per un nuovo uomo: il metrosexual. [gallery ids="100803,100805,100806"] Così Marras propone colli di pelliccia sulle giacche mentre Gucci riveste i suoi modelli di fluide camicie con grandi fiocchi e volant, bordate di ruche e bluse di pizzo trasparenti; Dsquered2 porta in passerella un cappotto rosa schocking e Costume National un caposapalla coperto di piume e un completo giacca-pantalone di pelle rossa aderente. Poi N.21 sfoggia pantaloni affusolati ad astuccio e Donatella Versace abbina i leggings di lana a lunghi maglioni oltre il bacino come fossero mini abiti da donna. Perfino Burberry Prorsum osa un mix di stampe floreali tipicamente femminili accostate a quelle animalier e Edmund Ooi propone addirittura un abito di maglia a fantasia optical. E poi ancora pelo e pelliccia: Corneliani con fur rigorosamente fake e Moschino con pellicce lunghe fino ai piedi o zebrate in coordinato a mutande e doposci, completi maculati, Mon Boots di pelo, piumini-montgomery di paillettes. Certo qualche eccezione c'è stata, alcune collezioni mettibili e comunque originali ed innovative come Prada, Valentino, Armani, Missoni, Ermenegildo Zegna o Dolce e Gabbana le abbiamo viste, ma sono state una minima parte. Pochi “maschi” in un mondo di nuovi uomini. E poi l'esagerazione opposta (anche se la provocazione è apprezzabile), Philipp Plein con i suoi lui un po' troppo bestiali rivestiti di pelle, con pantaloni dalle ginocchiere sportive incorporate, giubbetti con cappuccio e parka scuri; Cyborg, boxeur, guerrieri di ogni tipo, machos senza paura. Le differenze tra generi sfumano e l'irrefrenabile ascesa della moda senza genere è stata evidente: dopo la stagione dei nuovi (un po’ finti) uomini cosa dovremo aspettarci da Milano Moda Donna?  
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