Polemiche col "fiocco", medici Vs Pirellone: "Chiusura punti nascita insicuri"

23 gennaio 2017 ore 12:08, Americo Mascarucci
#Ginecologi e neonatologi della Lombardia contro il #Pirellone colpevole, a detta delle due società di non aver ancora chiuso i #punti nascita sotto la soglia dei 500 parti annuali. 
"Si tratta - spiegano i medici - di strutture che non sono in grado di garantire competenze adeguate alle situazioni di emergenza né di rispettare gli elevati standard di sicurezza previsti".
In base ad un accordo siglato nel 2010 in conferenza Stato-Regioni è stato stabilito di chiudere i reparti di maternità dove ogni dodici mesi nascono meno di 500 bambini.
Facendo nascere così pochi bimbi, queste strutture - sprovviste di terapie intensive pediatriche e neonatali - non avrebbero l'esperienza necessaria a garantire la sicurezza, soprattutto in caso di emergenza improvvisa. 
Una disposizione però che non sarebbe stata mai attuata a causa dell'opposizione degli abitanti delle località in cui sono presenti strutture a rischio chiusura.
Si tratta di Angera, Gravedona, Chiavenna, Sondalo, Piario, Casal Maggiore e Broni-Stradella. 
Polemiche col 'fiocco', medici Vs Pirellone: 'Chiusura punti nascita insicuri'

"La Regione fa un passo avanti e due indietro", attacca Paolo Tagliabue, che presiede la sezione lombarda della Sin, la Società italiana di neonatologia.
L'accusa dei medici è che la #Regione Lombardia per ragioni elettoralistiche legate all'esigenza di non perdere consenso sul territorio, va a penalizzare la qualità del sistema sanitario lombardo e la sicurezza stessa dei pazienti.
Tesi questa però seccamente smentita dall'assessore regionale al Welfare, Giulio Gallera, che rivendica il tentativo di tenere aperte le strutture.
 "È ovvio che, in quanto amministratori, cerchiamo di ascoltare le sensibilità dei territori. Ma questo non significa che vogliamo mettere in secondo piano la sicurezza. La proposta che abbiamo presentato prevede una sperimentazione di un anno, ed è legata alla riforma della sanità, soprattutto per quanto riguarda il maggior legame tra ospedale e territorio, attraverso i consultori. Se andrà bene, può essere un'alternativa alle chiusure".


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