Parisi con la ruspa: "Per me parlano i numeri". E Salvini si modera "ma con felpa"

23 giugno 2016 ore 14:16, Americo Mascarucci
"Non devo essere io a raccontare il valore della nostra proposta, lo dicono i numeri: 247.052 voti. Poi capisco la politica: c’è chi è più o meno soddisfatto, ci sono i ragionamenti sugli equilibri interni. Ma la strada giusta è quella di fare tesoro del risultato invece di dire che non c’è stato o dare la colpa all’uno o all’altro. È vero: non abbiamo vinto, ma è stato un risultato straordinario. Dobbiamo ripartire da questo".
Stefano Parisi candidato dsindaco del centrodestra a Milano sembra deciso a togliersi i sassolini dalla scarpa e lo fa con un’intervista al Corriere della Sera con la quale sembra rispondere a distanza a chi, come la Lega, oggi lo accusa di essere stato un candidato debole. "È evidente che il centrodestra vince su posizioni moderate - aggiunge - Quello di Milano è stato il miglior risultato ottenuto nelle grandi citta. Qui abbiamo preso il 48% contro il 20-23 degli altri grandi comuni".
Un messaggio chiaro rivolto proprio in direzione del Carroccio accusato di aver fatto perdere Parisi proprio a causa dei toni barricadieri che Salvini avrebbe usato durante tutta la campagna elettorale. 
Le critiche a Salvini però non arrivano solo dall’esterno ma anche dall’interno della stessa Lega. 
C’è il vecchio leader Umberto Bossi rottamato proprio da Salvini che oggi rinfaccia al segretario le sconfitte di Milano e Varese e giudica la sua strategioa fallimentare. E pare che Salvini da queste elezioni una prima lezione l’abbia imparata. 
Infatti il leader leghista starebbe in procinto di abbandonare la Lega di lotta per ritornare ad una Lega più istituzionale e di governo. Ha capito forse che l’estremismo può consentire di incrementare il consenso ma poi non permette di raggiungere l’obiettivo, ossia la conquista del potere. 
Brucia su tutte la pesante sconfitta di Varese, città roccaforte del Carroccio caduta dopo oltre vent’anni di dominio leghista nelle mani del centrosinistra. E questo proprio sotto la segreteria di Matteo. 

Parisi con la ruspa: 'Per me parlano i numeri'. E Salvini si modera 'ma con felpa'
Salvini terrà sabato a Parma una convention per stilare un programma di governo economico  con la collaborazione di Fratelli d’Italia e Forza Italia, invitati anche loro al "Cantiere del paese che vogliamo". 
"Se serve metto pure la giacca ma non butto la felpa, sperando di non ingrassare troppo ora che ho smesso di fumare e sto tenendo duro" - ha commentato ironico Salvini che molti vedono in procinto di "scendere dalla ruspa", quella con cui fino a ieri era pronto a "radere al suolo" i campi rom. 
Moderato sì ma non troppo: "Sicuramente a Berlusconi farebbe comodo una Lega pronta a dire sempre e comunque sì - aggiunge - Io non sono disposto a dire sempre e comunque sì. Se Berlusconi ha bisogno di un partitino a disposizione, con me e con la Lega sbaglia".
Ma appare evidente la volontà di moderare i toni, passando dalla protesta alla proposta. Bossi a parte sarebbero molti gli amministratori leghisti che avrebbero in queste ore consigliato a Salvini di cambiare rotta: basta lepenismo, basta muro contro muro con gli alleati, basta toni urlati, serve più aplomb istituzionale. E Salvini pare che almeno la buona volontà ce la voglia mettere.

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