Expò, Sala indagato per turbativa d'asta si difende: "Avvisato dai giornali"

23 giugno 2017 ore 12:22, Americo Mascarucci
Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, sarebbe indagato dalla Procura di Milano per l'ipotesi di turbativa d'asta. Ad anticipare la notizia è Il Corriere della Sera, secondo cui l'inchiesta riguarderebbe un appalto per la fornitura di alberi a Expo. A Sala la Procura di Milano contestava già l'accusa di falso per la presunta retrodatazione di un documento relativo al maxi appalto per la Piastra, il più importante di Expo del valore di 272 miloni.  Come scrive Il Corriere della Sera, la nuova inchiesta riguarderebbe la fornitura di alberi per l'Esposizione.Ancora una volta i giornali anticipano ciò che i diretti interessati ancora non conoscono. Del resto dai tempi di Mani Pulite è diventata una prassi quella di ricevere avvisi di garanzia "a mezzo stampa" prima ancora che questi siano stati notificati ai diretti interessati. Inutile andare a cercare i presunti colpevoli delle ripetute fughe di notizie e delle violazioni del segreto istruttorio, sarebbe perdere tempo visto che si tratta di una moda che va avanti da troppo tempo.
Expò, Sala indagato per turbativa d'asta si difende: 'Avvisato dai giornali'

LA REAZIONE DI SALA - "Non intendo commentare in alcun modo ogni possibile iniziativa della procura generale. Non lo farò né oggi né in futuro". Con queste parole il sindaco di Milano ha commentato la notizia della nuova indagine a suo carico aggiungendo inoltre: "La storia purtroppo, si ripete. Anche questa volta è un articolo di giornale a diffondere notizie di un provvedimento che mi riguarderebbe e che è ancora coperto dal segreto istruttorio. Provo solo - aggiunge Sala - una profonda amarezza, soprattutto pensando a quanto ho sacrificato per poter fare di Expo un grande successo per l'Italia e per Milano. Troverò in ogni caso in me - conclude il sindaco - le motivazioni per continuare a svolgere con la massima dedizione possibile il mio lavoro al servizio della mia città". 
Le indagini, condotte dal sostituto procuratore generale Felice Isnadi  e coordinate dal pg Alfonso che ha  avocato l'inchiesta sottrandola alla procura, si concentrano sullo scorporo dell'appalto del verde da quello della Piastra al quale era inzialmente collegato e che era stato vinto da una società. Secondo l'accusa, questa operazione di scorporo avrebbe dovuto comportare una nuova formulazione della gara per permettere a chi, per diverse ragioni, non aveva potuto tentare di aggiudicarsi l'appalto complessivo, di poter entrare in corsa per quello ridotto. Non averlo fatto avrebbe comportato, secondo l'accusa, una turbativa nella regolarità della gara. Accuse tutte da dimostrare ma che per adesso probabilmente non mancheranno di infuocare il dibattito politico. 

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