Milano si tinge di blu per l'Onu, ma il mondo è rosso di rabbia

23 ottobre 2015, Americo Mascarucci
L’Onu festeggia settant’anni e per l’occasione domani, sabato 24 ottobre, i monumenti delle principali città del mondo si coloreranno di blu, dall’Europa all’America, passando per l’Asia, l’Africa, l’Australia e la Nuova Zelanda. 

Anche Milano ha aderito all’iniziativa e a colorarsi di blu in questo caso sarà direttamente Palazzo Marino sede del Comune
Il sindaco Giuliano Pisapia ha spiegato che la decisione di illuminare la sede del Comune con il colore blu dell'Onu vuole essere un omaggio alle Nazioni Unite per gli importanti successi ottenuti in questi settant’anni di attività “nei tanti campi della sua azione globale”. 

Successi? Oddio non è che se proprio si va a sfogliare l'album di questi settant’anni di attività i risultati siano stati proprio così brillanti. 

L’Onu nata all’indomani della conclusione della Seconda Guerra Mondiale avrebbe dovuto garantire la sicurezza internazionale, prevenendo i conflitti armati prima ancora che risolverli. In più avrebbe dovuto rimuovere i tanti problemi che nel mondo generano conflitti o creano disuguaglianze fra i popoli. 

Ebbene, se si va a guardare un bilancio reale dell’attività dell’Onu il quadro è a dir poco desolate. I conflitti, lungi dall’essere stati prevenuti, sono stati in alcuni casi oltremodo aggravati, come ad esempio nel conflitto arabo israeliano nell’ambito del quale le Nazioni Unite non sono praticamente riuscite a risolvere nulla andando avanti con risoluzioni e contro risoluzioni rimaste nel migliore dei casi lettera morta. 

Tanti richiami, tante condanne contro questo o quel Paese, minacce di sanzioni ma all’atto pratico nulla che abbia effettivamente risolto qualcosa. Basta vedere la situazione in Medio Oriente, la guerra in Siria per esempio; chi ha visto la presenza dell’Onu in quella situazione? Anzi proprio le Nazioni Unite sono sembrate fino ad oggi i grandi assenti in questa dolorosa tragedia. 

Mai una posizione chiara, tanta ambiguità. Come in Libia per esempio, dove l’Onu ha riconosciuto come legittimo il governo in esilio al quale però ha imposto l’embargo delle armi impedendogli di fatto di riprendere il potere scacciando da Tripoli il governo islamista. E sul destino della Siria idem con patate; Assad sì, Assad no, Assad forse, proprio come con Saddam Hussein. 

La Guerra nei Balcani lasciamola stare e lasciamo stare pure i tanto sbandierati “caschi blu” sempre più al centro di scandali. 

E del dramma dell'immigrazione ne vogliamo parlare? I Paesi europei sono stati praticamente lasciati soli a gestire questa emergenza dalle proporzioni immani, salvo anche qui intervenire per censurare gli stati che chiudono le frontiere. 

Poi c’è il problema mai risolto della fame nel mondo. 

L’unica seria conquista dell’Onu? Forse è stata quella di aver cambiato la terminologia usata verso i paesi del terzo mondo; non più paesi poveri o sotto sviluppati, ma paesi in via di sviluppo che suona meglio e fa più fino. 

Insomma le città del mondo, Milano su tutte, si illumineranno di blu in onore dell’Onu. Ma i cittadini di quegli stessi Paesi sono da sempre illuminati di rosso: si, il rosso della rabbia che provano nel vedere i burocrati dell’Onu pontificare dall’alto delle loro cattedre senza concludere nulla. 
caricamento in corso...
caricamento in corso...