Basta con il modello Balotelli

23 settembre 2013 ore 15:01, intelligo
di Micaela Del Monte. Milan-Napoli-1-2-Balotelli-espulso-594x350Il mito del campione “genio e sregolatezza” ha da finì. Sì, ci siamo rotti di vedere in giro atleti che diventano miti per il loro modo di vivere e non per l'esempio che danno. George Best, Diego Armando Maradona e Mario Balotelli, cos'hanno in comune? L'essere campioni in campo e abbastanza meno fuori. Chi per alcol e donne, chi per droga e chi perché ha la testa troppo calda, sono stati e sono sempre al centro dell'attenzione per i motivi sbagliati. Non erano meglio Baggio, Maldini e Del Piero? Sempre devoti al loro lavoro, sempre pronti a mettere prima la propria squadra e poi proprie passioni e i problemi personali. Professionisti dentro e fuori il campo. Balotelli con la scenata di ieri ha messo nuovamente e ulteriormente in difficoltà la propria squadra. Non bastavano le tante assenze importanti, la sconfitta contro il Napoli e il rigore (il primo in carriera) sbagliato dal numero 45 del Milan. No, Supermario ci ha dovuto mettere il carico da dodici e farsi espellere per proteste. Una testa calda dicevamo, uno che di reazioni isteriche ne ha avute tante e che più di una volta ha fatto mettere in discussione il suo talento. Perché per quanto Mario Balotelli sia calcisticamente un fenomeno, di strada da fare ne ha ancora tanta, e ieri sera l'ha per l'ennesima volta dimostrato. A condannarlo c'è anche il suo allenatore, Massimiliano Allegri, che questa volta non ha preso le parti del suo giocatore: «A fine partita si può essere arrabbiati per come sono andate le cose ma bisogna controllarsi. Se dovevamo fare qualcosa di più per tenere calmo Mario e impedirgli di andare dall’arbitro? Nessuno può entrare nella testa di un altro anche se conosciamo il suo carattere». A difenderlo ci sono i compagni di squadra: «Mario ha delle attenuanti perché ha ricevuto una gomitata in faccia che l’arbitro non ha punito però deve mantenere i nervi a posto», hanno detto i giocatori che hanno provato a trattenerlo. I due episodi forse sono collegati, ma agli occhi dell'Italia quella di ieri è stata solo un'altra “scapocciata” di Super Mario. Un tempo i giocatori erano prima un esempio da seguire e poi calciatori. Oggi sono esempi, sì, ma non del tutto genuini. C'è sempre tempo per cambiare, come dimostra Cassano: nato come una testa calda, un irriverente e uno strafottente con grandi capacità in campo; il talento di Bari vecchia si è trasformato grazie anche a sua moglie Carolina e alla nascita dei figli Christopher e Leonel. Chissà che non accada anche a Balotelli, certo è che la nascita della figlia Pia non ha cambiato le cose, anzi...
autore / intelligo
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