Milano Moda chiude coi ciclo pant di Armani: le sue tendenze iniziano

24 giugno 2015, Marta Moriconi
Milano Moda chiude coi ciclo pant di Armani: le sue tendenze iniziano
Dai ciclo pant per uomini che vogliono stare comodi e non incastrarsi i pantaloni in qualche raggio della bicicletta, agli abiti eleganti e leggeri, meno impettiti del solito. Così Giorgio Armani chiude le sfilate di Milano Moda. 

Che è stata anche molto altro. 

Per esempio i D-squared2 tatoo, quei panta seconda pelle istoriata per i giovani che non vogliono rinunciare alla moda del tatuaggio, ma sono decidere di applicarla o meno. 

Poi c'è il solito etnico rivisitato. Stella Jean è la madre di questo stile e anche stavolta non ha deluso. Gli abiti da uomo diventano rigati, ma sono le "righe" delle camicie che si usano nel deserto, con contrasto di colori terra che scaldano e non rendono il modello ingessato. 

Per Ermanno Scervino invece vale lo slogan: Via la giacca. Anzi, via l'effetto giacca con la camicia. Sotto non va indossato nulla, neanche le magliette alla Armani. La cravatta va slegata. 

Ji Wenbo si ispira ai tanka nepalesi e lo esporta in Occidente, Zeng FengFei punta sull'abito lungo per l'uomo. Il nero domina in Cina. 

Il più classico è Larusmiani, gli abiti da uomo sono da uomo, i fazzoletti al collo meno: ha rubato il modello foulard alla donna e lo ha reso macho con un tocco. La capacità di unire modelli diversi e fare sintesi riuscite. 


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