Milano, la riabilitazione è un gioco con "Cave" e la cybertherapy

24 giugno 2016 ore 19:10, Micaela Del Monte
Se ne parla già da qualche anno e l'idea di curare alcune patologie come la depressione, l'ansia, disturbi e fobie post-traumatiche con la creazione di un avatar o con l'uso di realtà "immersiva" è diventata realtà. Così i muri e il pavimento diventano monitor e basta indossare un paio di occhiali speciali e impugnare un joypad per essere catapultati in un altro luogo per intraprendere un percorso di riabilitazione o cura personalizzato.

Si può essere trasportati in una piazza o una strada di città, nella stanza di un appartamento, su un palcoscenico davanti a una platea affollata, in un contesto naturale e rilassante dove scorre una cascata d’acqua. E tutto è talmente realistico che è possibile vedere anche il proprio corpo interagire con l’ambiente, sentire i rumori, gli odori. In realtà il protagonista del viaggio è sempre nello stesso posto: nella stanza di un ospedale di Milano, l’Istituto Auxologico italiano

Questa stanza, o meglio sono due speculari, si chiama "Cave" (caverna) e sono state installate appunto presso l’ospedale IRCCS Auxologico Italiano di Milano.  La chiamano Telepresenza Immersiva Virtuale (TIV) ma anche Cybertherapy, termine usato durante un convegno a Verbania del 2009, quando l’IRCCS aveva già in mente alcuni progetti medici basati sul digitale. L’Auxologico, con varie sedi in Lombardia e Piemonte, ha realizzato il cave grazie al supporto di Forge Reply, la divisione della società di consulenza Reply, esperta nella realizzazione di sistemi hardware e software innovativi, sia diretti al consumatore finale che a enti ed aziende. Proprio Reply, presso ComoNExT Parco Scientifico Tecnologico di Lomazzo (CO), ha creato Area 360, un ambiente in cui vengono mostrate le tante applicazioni possibili con la realtà virtuale, sia in ambito medico che produttivo, manifatturiero, industriale e così via.

Dal punto di vista strettamente tecnologico, il Cave è un sistema integrato che permette di ricostruire una realtà vera, considerando le sollecitazioni cognitive, uditive e visive, mentre quelle tattili e olfattive sono ancora in fase di sviluppo. Qui, le persone colpite da ictus o gli anziani affetti da difficoltà motorie o cognitive proveranno a intraprendere l’impervia strada della riabilitazione, prendendo confidenza con ambienti diventati nella realtà improvvisamente ostili; o ancora, chi è preda di ansie e fobie fronteggerà le proprie paure e le situazioni che scatenano i loro disturbi, ma in un ambiente controllato e sotto la supervisione degli specialisti.

“Questa tecnologia è stata sperimentata in principio per curare i disturbi di ansia dei soldati americani reduci di guerra“, ha spiegato Giuseppe Riva, direttore del Laboratorio di tecnologia applicata alle neuroscienze dell’Istituto. “Oggi si parla molto di realtà virtuale, considerata una tecnologia emergente sulla quale stanno investendo realtà come Facebook, Google, Samsung. Nei prossimi anni avrà un impatto significativo sul settore dell’healthcare. L’Auxologico è all’avanguardia su questo fronte, si pone prima di grandi potenze scientifiche europee e statunitensi. Creare per la prima volta i Cave dentro un ospedale è stato un percorso complesso, come complessa è questa macchina finora presente solo alla Nasa e in qualche università. È stato un grande risultato in Italia“.

Il progetto è costato circa un milione di euro, il 50% a carico del ministero della Sanità. Un pacchetto standard di 12 accessi ai Cave costa circa 2.000 euro, per la durata di 45-60 minuti ognuno.
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