Stangata a Trenord: class action di 3000 pendolari accolta in appello

25 agosto 2017 ore 18:30, Americo Mascarucci
Oltre tremila pendolari lombardi hanno vinto una class action contro Trenord in relazione ai gravi ritardi e disservizi che si erano verificati nel dicembre del 2012. La Corte di Appello di Milano ha condannato il servizio ferroviario della Lombardia ad un risarcimento di 100 euro a testa ai 3018 pendolari che hanno aderito alla class action promossa da Altroconsumo e che in primo grado si erano visti rigettare le loro richieste. La questione ha riguardato i pesanti disservizi subiti nell’inverno di cinque anni quando i pendolari dovettero sopportare ritardi e cancellazioni a raffica per diversi giorni. Nel 2014, dopo quattro giornate di mobilitazione, Altroconsumo aveva chiuso e depositato presso la cancelleria del tribunale di Milano le adesioni alla class action, che il 3 marzo 2014 era stata ammessa.
Stangata a Trenord: class action di 3000 pendolari accolta in appello

LA SENTENZA
Nella sentenza si fa riferimento all’introduzione del nuovo sistema di gestione del personale che non sperimentato adeguatamente causò le pesanti ripercussioni lamentate dagli utenti. All'azione avevano aderito successivamente altri 3mila utenti, a cui però non è stato riconosciuto alcun indennizzo in quanto in materia di trasporti il Codice Civile prevede un termine di prescrizione annuale. 
"I disservizi inflitti agli utenti dalla compagnia ferroviaria per oltre quindici giorni nel dicembre 2012 furono gravissimi – spiega Altroconsumo – saltò tutto il sistema di trasporto su rotaie, treni cancellati e i pochi rimasti diventati carri presi d’assalto, corse dirottate, ritardi, mancanza di informazioni per i circa 700mila pendolari lombardi coinvolti in quelle giornate di caos".
La sentenza non lascia adito a dubbi: “Secondo la Corte d’Appello di Milano – si legge – non v’è dubbio che Trenord abbia causato, per inefficienza nell’organizzazione, disservizi e disagi tali da coinvolgere migliaia di viaggiatori, in forma continuativa, per un periodo di tempo prolungato (dal 9 al 17 dicembre 2012), costringendoli a subire i ritardi prolungati, cancellazione di corse, trasbordi da un convoglio all’altro, modifiche di itinerari, condizioni di sovraffollamento dei convogli, senza neppure garantire forme di assistenza minime o diramare informazioni sui tempi di attesa o su eventuali percorsi alternativi". Chissà che adesso questa sentenza storica non faccia da apripista per altre azioni collettive contro altre compagnie dei trasporti on caso di disagi prolungati.

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