E' Parisi il nuovo premier: presto ad Arcore per l'investitura

25 luglio 2016 ore 23:59, Americo Mascarucci
La possibilità che Stefano Parisi possa guidare Forza italia e ambire alla leadership del centrodestra, ha rimesso d’accordo i due giornalisti di riferimento dello schieramento berlusconiano, Vittorio Feltri direttore di Libero e Alessandro Sallusti direttore de Il Giornale.
In un’intervista a Il Tempo Feltri dichiara: "Parisi si è calato da poco in una realtà complessa come quella della politica ed è subito riuscito in un’impresa importante: per un pelo non è riuscito a vincere le elezioni comunali a Milano. Questo lascia pensare che Parisi abbia lo spessore per essere il leader adeguato di un partito allo sfascio, ridotto ormai al nove per cento, che qualcuno definisce quasi morto. Anzi, onestamente non vedo altri a parte lui che possano rimettere in piedi Forza Italia, anche se i partiti politici, per certi versi, sono come i giornali: quando entrano in crisi è molto difficile risollevarli. Le proteste di Toti e degli altri -prosegue Feltri - rappresentano un’intolleranza non solo verso Parisi, ma nei confronti di qualsiasi altro possibile nuovo leader. Con Berlusconi hanno fatto di tutto, il bello e il cattivo tempo, ottenendo un solo risultato, quello di distruggere un partito. Adesso bisogna affidare Forza Italia a una persona capace. Poi magari non ce la fa neanche Parisi, le difficoltà sono evidenti".
Sulla stessa lunghezza d’onda Sallusti che sempre a Il Tempo dice: "Ritengo che la sua disponibilità a ricostruire il centrodestra sia un’occasione da non perdere. Deve muoversi con estrema cautela, ma anche con grande velocità. Tanti buoni candidati, prima di lui, sono finiti nel tritacarne dell’apparato e alla fine hanno fallito o sono stati fatti fuori. Ma badi bene, è un fatto naturale, che attiene non solo alla politica, ma all'insieme delle vicende umane. Se davvero Berlusconi lo ha scelto, ha scelto molto bene, sia dal punto di vista tecnico, sia dal punto di vista dell’immagine del manager. Parisi, insomma, può essere un buon leader. A Milano ha ottenuto un risultato importante, anche se un conto è candidarsi a sindaco con una coalizione in una elezione che ha comunque una dimensione locale, ben altro conto è incarnare il ruolo di leader di una coalizione nazionale. In quest’ultimo caso c’è bisogno del famoso quid, della capacità di rivolgersi alle masse, di piacergli e di convincerle".

E' Parisi il nuovo premier: presto ad Arcore per l'investitura
L'ex Cavaliere pensa all'ex candidato sindaco di Milano come al traghettatore di Forza Italia verso un prossimo appuntamento congressuale. 
Manca solo l'investitura che però non dovrebbe tardare ad arrivare. 
Già nelle prossime ore infatti ad Arcore parisi potrebbe ottenere il via libera di Berlusconi deciso a rilanciare il partito al più presto e senza preoccuparsi più dei maldipancia interni. A lui Berlusconi quindi dovrebbe affidare il compito di risollevare il partito azzurro e nel contempo riunire i moderati come già fatto a Milano intorno alla sua candidatura a sindaco tenendo però aperto anche il dialogo con Salvini e la Meloni. 
Peccato però che in Forza Italia Parisi sia stato accolto con una certa freddezza. 
Da Toti a Gasparri passando per Matteoli i commenti non sono sembrati proprio dei più entusiastici. Forse perché si tratta di un imprendotore prestato alla politica e non di un politico di professione? Forse perché la scelta di Parisi sembra il preludio a quell'opera di abbattimento della nomenclatura forzista che l’ex Cavaliere sta annunciando da tempo? 
"Tutto il nostro gruppo dirigente è aperto a ogni contributo, ovviamente anche a quello che vorrà dare Stefano Parisi – ha detto Toti - Che si è conquistato un ruolo accettando la candidatura a Milano, dove con la squadra ha ottenuto un ottimo risultato, pur perdendo. Ci auguriamo che una risorsa come lui aderisca a Forza Italia". 
E Gasparri ha aggiunto: “Dunque io non credo che la premiership scaturirà da un pranzo, anche perché non la deciderà Forza Italia da sola. Parisi, o qualunque mister X, può farcela, ma sul piano del convincimento e del consenso. Che ci sia anche la sua potenzialità in campo è comunque un’opportunità positiva". 
Della serie: benvenuto Parisi ma a denti stretti. 

caricamento in corso...
caricamento in corso...