Maroni vince ma perde voti. Ecco la geografia del Pirellone

27 febbraio 2013 ore 15:13, Lucia Bigozzi
Maroni vince ma perde voti. Ecco la geografia del Pirellone
Il giorno dopo, si contano vincitori e vinti anche al Pirellone. In Lombardia Roberto Maroni con il 42,81%, inaugura da neo-presidente la successione a Formigoni rinsaldando l’asse col Cav. Ambrosoli si ferma al 38,24 per cento, mentre l’ex sindaco di Milano Gabriele Albertini e la sua Lombardia Civica non supera il 4 per cento (4,12%). La candidata a cinque stelle Silvana Carcano ottiene il 13,62 per cento dei consensi e porta in Consiglio regionale nove eletti. Chi invece, non salirà nell’assemblea lombarda è la lista Albertini e a latitudini politiche opposte, il partito di Vendola che dopo l’exploit di Pisapia a Milano esce dalla urne fortemente ridimensionato, oltre alla lista Fare di Oscar Giannino con Carlo Pinardi candidato presidente, al palo con l’1,18 per cento dei voti.
L’asse Pdl-Lega tiene ma la geografia che esce dal voto in qualche modo ridisegna equilibri e rapporti di forza territoriali. Il dato è che Berlusconi e Maroni lasciano feriti sul campo nei capoluoghi di provincia col risultato che il Pd è il partito più votato, ad esempio a Milano. Situazione opposta, invece, nelle province dove il risultato delle urne premia la coalizione di centrodestra. Anche se, va rilevato, che la Lega fa i conti con un’erosione della base tradizionale del consenso. Tutta un’altra storia, insomma, dai fasti bossiani. Il doppio-binario elettorale vale sia per la Camera che per il Senato. I grillini non sfondano e in Lombardia sono bel lontani dai numeri conseguiti in Veneto, tantomeno da quel 25 per cento incassato a livello nazionale. Performance al di sotto delle aspettative per Mario Monti che sosteneva la lista di Albertini ma che a livello nazionale ha portato a casa un risultato di tutto rispetto, considerato che la lista civica è stata messa in piedi in due mesi e che il trend di Casini e Fini sono stati deludenti. La mappa dei seggi segnala che la Lega porta al Pirellone 26 consiglieri in tutto (tra la lista del movimento e quella civica di Maroni presidente). Il Pdl potrà contare su 19 consiglieri mentre il Pd ne avrà 17. Il partito di Grillo entra in consiglio con 9 eletti. Nell’Ohio d’Italia, è finita così.
autore / Lucia Bigozzi
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