Al Milan c'è sempre una porta aperta per Kakà?

27 gennaio 2016 ore 17:02, Andrea De Angelis
"Il mio futuro? Non lo so, per ora sono felice negli States. Mi piacerebbe giocare nel Milan, so che lì c'è sempre una porta aperta per me". Sono le parole di Ricardo Kakà a 'FifaTv' riportate dall'Adnkronos.
Attualmente il campione brasiliano gioca negli Usa con l'Orlando City, ma parlando del suo futuro non intravede una carriera simile a quella degli ex compagni rossoneri Seedorf e Inzaghi: "Non credo che mi piacerebbe fare l'allenatore, vedremo cosa accadrà in futuro".

Insomma, si tratta forse solo di una suggestione. Tra l'altro gli esperimenti con Seedorf e Inzaghi non sono andati proprio bene, tutt'altra cosa furono le esperienze di Ancelotti e Allegri. C'è chi dice che il merito allora era soprattutto della squadra e che un giovane allenatore (vedi Montella) può fare bene come uno più esperto, ma l'idea di ripartire da Kakà, anche e soprattutto perché ancora in campo come calciatore, sa tanto di notizia creata ad arte. 
Al Milan c'è sempre una porta aperta per Kakà?
Certo, vedere ieri il Milan vincere a fatica contro una squadra di due categorie inferiori e solo grazie a un calcio di rigore non avrà fatto piacere alla dirigenza, forse ieri più impegnata a capire il caso legato alle presente evasioni fiscali (vedi "Operazione Fuorigioco"), ma da qui a vedere il Ricardo brasiliano prendere il posto di Mihajlovic ce ne passa
Kakà al Milan ha lasciato, nella sua prima esperienza, di certo ottimi ricordi. Nel 2007 ha vinto il Pallone d'oro e il FIFA World Player anche grazie a quanto vinto in rossonero dove ha conquistato uno scudetto, due Supercoppe europee, una Supercoppa italiana, una Champions League e una Coppa del mondo per club. Con 104 goal, si trova al nono posto della classifica assoluta dei marcatori del club rossonero e se la seconda esperienza fosse andata meglio avrebbe potuto superare anche un certo Van Basten (124 reti). 

I tifosi ne ricordano anche il pregevole e non scontato gesto fatto proprio una volta tornato in quel di Milano. Tornato in campo con la casacca milanista il 14 settembre 2013 dopo la lunga esperienza al Real Madrid, nella gara contro il Torino gli fu riscontrata una lesione all'adduttore sinistro a seguito della quale decise di rinunciare allo stipendio per tutto il periodo in cui sarebbe stato indisponibile.



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