E ora pasta! Mentre le carni soffrono, all'Expo trionfa il primo piatto

27 ottobre 2015, Americo Mascarucci
E ora pasta! Mentre le carni soffrono, all'Expo trionfa il primo piatto
Mentre si discute sul consumo di carne sempre più basso in Italia a causa del rischio cancro, ad Expo 2015 va invece in scena il trionfo della pasta. 

Un fiore all'occhiello per l'Italia che può vantare un primato in questo ambito: un piatto di pasta su quattro tra quelli mangiati nel mondo è infatti prodotto da pastifici italiani. 

E' uno dei concetti espressi al World Pasta Day, la giornata mondiale della pasta che si è celebrata all'Expo. 
Sei capitali mondiali si sono confrontati sulla produzione di pasta: New York, Tokyo, Berlino, Addis Abeba, Rio de Janeiro, Pechino. 
La pasta è stata celebrata come cibo del futuro, elemento essenziale per nutrire il pianeta e combattere la fame nel mondo. Un alimento sano, economico, sostenibile e godibile è stato definito da tutti gli esperti intervenuti

Il successo della pasta è evidente anche nei numeri che descrivono un prodotto in costante crescita nonostante la crisi. 
Negli ultimi quindici anni la produzione è aumentata del 56% arrivando ai 14 milioni e mezzo di tonnellate. 

Al trionfo della pasta fa da contraltare il calo della vendita di carne bovine e suine denunciato da  Assocarni e Assica in seguito alla massiccia diffusione dell’inclusione, da parte dello Iarc (l'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro), delle carni processate nel Gruppo 1 delle sostanze “cancerogene per l’uomo” e delle carni rosse nel Gruppo 2A delle sostanze “probabilmente cancerogene per l’uomo”. 

“Le quantità indicate dallo studio (100 grammi al giorno per la carne rossa e 50 grammi al giorno per quella trasformata) come condizione per un aumento comunque modesto del rischio sono molto più alte del consumo tipico del nostro Paese - spiegano le associazioni - Gli italiani mangiano in media due volte la settimana 100 grammi di carne rossa (e non tutti i giorni) e solo 25 grammi al giorno di carne trasformata. Il dato IARC è quindi superiore al doppio della media del consumo in Italia”.

Insomma se i pastai esultano i macellai "piangono" e denunciano allarmismi spropositati. Le due facce dell'Italia, dove le disuguaglianze e i divari fra la popolazione si notano anche, ma forse soprattutto, a tavola.  
 

caricamento in corso...
caricamento in corso...